Il Tirreno

Grosseto

Crolli al Petriolo: «Sensore manomesso»

Civitella Paganico, Anas risponde agli Amici e annuncia che la ditta ne ha ordinato uno nuovo

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CIVITELLA PAGANICO. Il sensore è stato manomesso e, comunque, non ha bisogno di essere collegato ad alcuna centralina perché i dati vengono scaricati sul posto, in media una volta a settimana.

Anas risponde così all’associazione Amici del Petriolo che nei giorni scorsi hanno denunciato, con tanto di foto, che una parte delle antiche mura del Petriolo è crollata, a loro dire a causa delle sollecitazioni dei mezzi pesanti del cantiere per il raddoppio del viadotto. E che uno dei sensori applicati sul muro per registrare eventuali sollecitazioni era staccato dal filo.

«I lavori di messa in sicurezza della chiesa e delle mura medievali presenti nell'area termale di Petriolo – spiega Amas in una nota – sono stati progettati da Anas in accordo con la Sovrintendenza di Siena al fine di evitare possibili danni derivanti dalle attività per la realizzazione delle pile del nuovo viadotto Farma, e in particolare dal passaggio dei mezzi d'opera sulla pista di cantiere che attraversa l’area, con l’obiettivo di garantire la salvaguardia del patrimonio archeologico esistente, che da anni versava in stato di abbandono. Tali interventi, affidati dall’impresa appaltatrice Strabag a una ditta specializzata, sono stati già eseguiti in conformità al progetto approvato da tutti gli Enti competenti e alle disposizioni impartite dalla Sovrintendenza, che ha supervisionato ogni singola fase, e sono stati tutti completati, ad eccezione di un tratto di mura che presentava uno stato di conservazione particolarmente compromesso, tale da richiedere sopralluoghi e approfondite indagini conoscitive, all’esito delle quali si è resa necessaria una modifica al progetto iniziale».

Il nuovo progetto di intervento è stato trasmesso alla Sovrintendenza a dicembre ed è in attesa dell’autorizzazione degli enti competenti, in assenza della quale Anas non ha titolo a intervenire.

«In ogni caso – prosegue Anas – le attività di cantiere per la costruzione delle pile del viadotto sono completate da oltre 5 mesi e pertanto l’adiacente pista di cantiere non è più utilizzata dai mezzi pesanti. Eventuali erosioni o danneggiamenti del muro, che peraltro presentava un’ampia apertura centrale e altri fori già da prima dell’inizio dei lavori, non sono pertanto attribuibili al passaggio dei mezzi pesanti, ma allo stato stesso di degrado del bene. Non appena saranno concesse le autorizzazioni, saranno comunque eseguiti tutti gli interventi di consolidamento e restauro già programmati, secondo le direttive della Sovrintendenza, che prevedono l’uso di materiali originali».

Per quanto riguarda i sensori installati per il monitoraggio continuo degli immobili Anas ribadisce che gli stessi sono stati più volte controllati dalla Sovrintendenza e che i dati rilevati vengono inviati mensilmente ad Anas, alla proprietà del sito (Unipol) e alla Sovrintendenza stessa, da parte della ditta specializzata incaricata. Tale strumentazione ha escluso interferenze causate dalle vibrazioni dovute al passaggio dei mezzi di cantiere e i dati sono accessibili in qualsiasi momento. Sul muro in argomento, in particolare, sono installati due sensori. Tali sensori non devono essere collegati ad una centralina in quanto la lettura viene effettuata in continuo e i dati vengono scaricati sul posto e manualmente, ogni settimana, da tecnici specializzati. L’operatore aveva già rilevato che uno dei due sensori era stato manomesso, tanto che la lettura dati della scorsa settimana è stata eseguita su un solo sensore. L’impresa ha comunque già provveduto a ordinare un nuovo sensore per la sostituzione».

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