Sicurezza
Casse vuote: in vendita anche la sala del consiglio
Il Comune mette all’asta l’immobile che ospita l’assise di Massa Marittima L’aula, dedicata alla partigiana Norma Parenti, trasloca nella vecchia Pretura
MASSA MARITTIMA. Le decisioni più importanti prese a Massa Marittima negli ultimi quarant’anni sono passate di qui. I regolamenti urbanistici, le tasse, lo sviluppo, il futuro. Tra il gonfalone del Comune appeso alla parente insieme a foto in bianco e nero delle miniere e i banchi modello scuole disposti a zoccolo di cavallo, dietro la cordicella che divide lo spazio lasciato al pubblico. E poi quell’intitolazione del tutto speciale offerta alla partigiana massetana per eccellenza: Norma Parenti. Ma i tempi che corrono non permettono certi sentimentalismi e in «un’ottica di organizzazione generale», come la definisce il sindaco Marcello Giuntini, può essere venduta anche la sala consiliare.
L’idea sta frullando nella mente del pianeta amministrativo massetano ormai da diverso tempo, condivisa da maggioranza e opposizione, e ben presto potrebbe diventare concreta. L’indiscrezione è venuta fuori, neanche a farlo apposta, in sala Norma Parenti, durante l’ultimo consiglio comunale. L’argomento lo ha tirato fuori il presidente della commissione Bilancio, il repubblicano Luca Santini, insieme agli altri componenti divisi tra la maggioranza Pd e la civica Massa Comune (a dimostrazione che c’è una condivisione politica generale), quando è stato toccato il tema dei risparmi energetici attraverso un’efficienza maggiore nella gestione degli immobili. E il punto sta proprio qui. «Abbiamo un vasto patrimonio pubblico che rischia di essere abbandonato oppure che ci costringe a spendere troppo per il suo mantenimento – spiega Giuntini – Quindi, meglio investire bene sul patrimonio realmente necessario». Meglio razionalizzare gli immobili e i soldi a disposizione, insomma, soprattutto oggi all’epoca dei tagli agli enti locali. Senza contare poi che Massa Marittima rischia di andar incontro a nuovi debiti milionari, come la causa Molendi, per cui l’amministrazione sta già cercando di mettere da parte risorse: vedi la rinegoziazione dei mutui con la Cassa di Deposito appena approvata. «Al momento è solo un’idea – continua il sindaco – Ma in una riorganizzazione generale del patrimonio potrebbe essere un’opportunità». In realtà il progetto, solo discusso per ora, ha già alcune basi da cui partire. La cancellazione dei giudici di pace infatti ha liberato delle stanze nella vecchia Pretura, pronta a diventare la nuova sede dell’assise. Un meccanismo già usato a Massa, come dimostra il trasferimento della polizia municipale nei fondi dell’Unione dei Comuni. Un trasloco che potrebbe andare anche incontro alle esigenze dei cittadini. «La vecchia Pretura ha un ingresso facile e un ampio parcheggio all’esterno, mentre l’attuale sala consiliare ha barriere architettoniche impossibili per persone disabili» continua il sindaco, riferendosi alle due rampe di scale nel palazzo di via Norma Parenti (dove non c’è ascensore), che chiunque voglia entrare nella sala deve salire. Gli elementi per trovare nuova sede per le adunate del consiglio comunale ci sono tutte, compresa l’esigenza di dover far cassa. Manca solo un ultimo particolare, ma quello verrà solo quando l’idea si trasformerà in un progetto concreto: il prezzo. Se il Comune deciderà davvero di alienare la sala intitolata alla partigiana, partiranno le perizie non solo su quella ma su tutto il palazzo, dopodiché verrà messo all’asta. «È un’ottima struttura – conclude Giuntini – Centrale e molto spaziosa. Potremmo venderla per poi reinvestire sul resto del patrimonio con manutenzioni e simili».
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