Il Tirreno

Grosseto

Sfondò il cancello: Piscicelli a giudizio

di Francesca Gori
Sfondò il cancello: Piscicelli a giudizio

L’imprenditore voleva rientrare nella villa di Spini Bianchi. Accusato anche di minacce nei confronti di Sardagna

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PORTO SANTO STEFANO. Se fosse una piece teatrale, questo sarebbe forse il secondo atto di una vicenda che non si è ancora conclusa. Quella della battaglia per la villa di Spini Bianchi dove ha abitato fino a pochi mesi fa Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore napoletano coinvolto nello scandalo della ricostruzione dell’Aquila post terremoto. Il costruttore infatti è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare Marco Bilisari per un episodio che si è consumato il 7 ottobre del 2012, proprio alla villa dalla quale era stato sfrattato da Fabrizio Sardagna, il proprietario della Spini Bianchi spa, del quale patrimonio immobiliare faceva parte anche la villa che si affaccia sull’Argentario.

Violazione di domicilio e minacce i reati che sono stati contestati all’imprenditore cinquantatreenne. Quel giorno di ottobre infatti, Francesco Maria De Vito Piscicelli arrivò davanti al cancello della villa con la sua Range Rover e sfondò il cancello d’ingresso per entrare nella tenuta. Alla villa di Partemi c’era il conte Sardagna, che tentò di allontanare Piscicelli. Ma per tutta risposta, fu minacciato. «Se non arresti il giudizio di sfratto ti sistemo io, mettendoti nella carrozzella», avrebbe detto l’impresario napoletano. E ancora: «Ti faccio rompere le ossa».

Parole che Sardagna andò a riferire subito ai carabinieri di Porto santo Stefano dove fu formalizzata la querela nei confronti di Piscicelli. Durante l’incursione nella villa a bordo del potente fuoristrada e durante la lite che scoppiò subito dopo, Piscicelli avrebbe anche tirato uno spintone a Sardagna, che finì per terra. Una vicenda, questa, della quale si è già occupato il giudice di pace. Ora le porte del tribunale di Grosseto si apriranno per l’imprenditore napoletano il 13 ottobre alle 9, davanti agli giudice Giovanni Muscogiuri.

Piscicelli, difeso dall’avvocato Giuseppe Nicosia, ha lasciato da pochi mesi la villa di Spini Bianchi.
Era il 20 aprile quando i carabinieri si sono presentati alla villa per allontanare Piscicelli, che era rientrato il mese prima nell'immobile, che appartiene ad una società, motivo per cui il gip di Grosseto aveva emesso un provvedimento di sequestro. I carabinieri a fine aprile eseguirono il sequestro mandando via l'imprenditore e portando via anche il suo cavallo. Era stata proprio la presenza dell'animale all'interno della tenuta il motivo per il quale Piscicelli era riuscito il 31 marzo scorso a convincere il custode a farlo entrare nonostante fosse stato sfrattato. L'imprenditore avrebbe sostenuto di dover accudire e nutrire l'animale, di sua proprietà. Così si sarebbe invece insediato nuovamente nell'immobile. La proprietà lo ha denunciato all'autorità giudiziaria, poi fu eseguito il sequestro. Per la villa il tribunale adesso ha nominato un curatore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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