Trasporti
Inceneritore, decide la commissione
Inchiesta pubblica per il rilascio delle autorizzazioni all’impianto: nuovi accertamenti sui dati degli inquinanti
SCARLINO. È ufficiale: la commissione d’inchiesta pubblica sul rilascio di nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino si farà. Da stabilire ancora tempi e modi, ma nell’incontro di ieri in Regione il governatore Enrico Rossi ha dato l’ok al procedimento, nominando personalmente un coordinatore e assicurando tempi brevi per la sua costituzione, in modo che possa dare il via agli studi. Una decisione molto importante sulla saga dell’impianto del Casone, per almeno due motivi: il primo è che ci saranno ulteriori accertamenti rispetto al lavoro che stanno portando avanti Asl e Arpat sull’impatto che l’inceneritore ha ed avrà sul territorio; il secondo è che questa commissione potrebbe andare a sostituire quella del 2009, che bocciò categoricamente le autorizzazioni.
Un parere che poi venne scavalcato dalla Provincia di Grosseto, ma che negli anni successivi è stato alla base di tutte le sentenze che hanno portato allo spegnimento dei forni. Ultima compresa. Quelle ottanta pagine di riesame sull’Aia (autorizzazione integrale ambientale) e Via (valutazione d’impatto ambientale) furono consegnate l’8 gennaio 2010 agli uffici di Palazzo Aldobrandeschi, lo stesso che le aveva commissionate. Ottanta pagine per una stroncatura netta. La Provincia allora guidata da Leonardo Marras (oggi in Regione in profumo d’assessorato) decise però di non tenerne conto e rilasciò le autorizzazioni a Scarlino Energia. Il resto è storia: i documenti sono tornati spesso sui banchi del Tar e del Consiglio di Stato e per ben tre volte l’inceneritore è stato chiuso, sempre sulla base di quelle ottanta pagine. Oggi però si apre un capitolo nuovo della saga. In un lungo tavolo convocato per ieri mattina a Firenze si sono riuniti il sindaco scarlinese Marcello Stella, l’assessore all’Ambiente follonichese Mirjam Giorgieri e tutti gli altri protagonisti della conferenza dei servizi chiamata a esaminare la nuova richiesta da parte della società per l’Aia e la Via. Ognuno di questi ha presentato le proprie integrazioni: quelle dei Comuni, basate sul rispetto della salute pubblica e sull’affidabilità dell’impianto. E su queste Scarlino Energia ha assicurato risposte in breve termine. Poi, è arrivato l’ok alla richiesta presentata sia da Follonica sia da Scarlino per avere l’inchiesta pubblica, che sarà un valore aggiunto sugli studi già affidati ad Asl e Arpat, che stanno lavorando in base alle indicazioni dettate dall’ultima sentenza del Consiglio di Stato che ha portato al un nuovo spegnimento che dura tuttora. Rossi ha conferito l’incarico di coordinatore a Fausto Taddei, presto affiancato da altri due commissari, a cui spetta il compito di convocare tre incontri (i Comuni hanno chiesto che vengano organizzati sul territorio e non a Firenze) per una fase preliminare dei lavori in cui stabilire come si strutturerà l’inchiesta. Se ci saranno periti nominati dalle parti (come nel 2009) o meno, come muoversi e così via.
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