Il dolore
Espropri, carte introvabili Subbuglio in consiglio
Castel del Piano, il capogruppo di minoranza abbandona l’aula per protesta Il sindaco: «I documenti ci sono, ma senza segretario comunale vanno trovati»
CASTEL DEL PIANO. Il capogruppo della minoranza di Castel del Piano, Sandro Ginanneschi, esce dall’aula quando l’assemblea consiliare, convocata mercoledì per approvare il rendiconto di gestione per il 2014, vota il quinto punto all’ordine del giorno sull’acquisto di resedi di terreno a Cellane, zona Pip.
Il motivo della decisione drastica di abbandonare l’aula lo ha spiegato lui stesso in sede consiliare, ribadendo fra l’altro, con forza, il suo intendimento di votare sì a quel punto, solo se gli fosse stata fornita la documentazione che aveva cercato e richiesto, ma che non aveva trovato e nessuno era stato in grado di fornirgli.
«Si tratta – spiega Ginanneschi – di un indennizzo di circa 8.500 euro che il Comune ha pagato a un privato, per poter utilizzare un pezzo di terra per una strada e una rotonda in via del Gallaccino. Non è una grande cifra, ma volevo saperne le ragioni. Credo sia legittimo per un consigliere. Ho chiesto, dunque, in Comune, che mi facessero vedere le documentazioni relative a questo indennizzo in modo tale da capire come si era arrivati a questa cifra. Ma nessuno mi ha fornito il documento che cercavo. Dopo che ho ripetuto la questione in consiglio, è stato appurato che sul momento non c’era possibilità di avere ulteriori delucidazioni. Ragion per cui, non sapendo il perché di quei 8500 euro circa di indennizzo, non me la sono sentita di restare in aula e votare al buio e sono uscito, rientrando, poi, per la discussione dei successivi punti».
Dal canto suo il sindaco Claudio Franci spiega così la questione. «I documenti ci sono – dice – perché tutta la situazione espropri per costruire rotonda e strada è già stata certificata da Artea e dalla Regione. Si tratta di trovarli. Perché la pratica l’ha seguita l’ufficio tecnico e il segretario comunale che adesso non c’è più. Di cosa si tratta? Si tratta di un indennizzo che un privato ha avuto perché il terreno espropriato era affittato e dunque con l’esproprio ha avuto un mancato guadagno. Per tutti i terreni espropriati i progettisti si sono avvalsi della classificazione catastale, e siamo arrivati poi ad un bonario accordo fra proprietà e Comune».
Per questo particolare terreno, il proprietario, spiega il sindaco, «ci faceva presente con una lettera la situazione dell’affitto e dunque il comune riconosceva il danno causato e aggiungeva al prezzo il mancato guadagno. Sono atti certificati che produrremo a Ginanneschi. Ma non potevo rimandare il punto, perché abbiamo l’obbligo di rendicontare il tutto entro il 30 giugno, altrimenti perdiamo tutti i contributi per quella strada».
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