Il Tirreno

Grosseto

Phishing, imprenditore paga 29.000 euro

Phishing, imprenditore paga 29.000 euro

Anche un maremmano nella trappola dei truffatori on line arrestati nella maxioperazione internazionale della polizia

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GROSSETO. C’è anche un imprenditore maremmano caduto nella trappola dei truffatori on line scoperti dalla Polizia postale e delle comunicazioni di Perugia nell’ambito della maxioperazione "Phishing 2.0 scattata ieri all’alba.

Sessantadue le ordinanze di custodia cautelare proseguite per ore anche all’estero, delle quali ventinove emesse dalla Procura della Repubblica di Perugia. Informazioni, dati personali e password scambiate e rivendute via internet, soldi e conti correnti svuotati, furti e truffe informatiche: questo l’impressionante giro criminale della rete transnazionale specializzata, composta per lo più da nigeriani e camerunensi, dedita al riciclaggio di ingenti somme di denaro proveniente da un tipo di phishing di ultima generazione.

L’indagine ha evidenziato collegamenti tra una cellula operante a Torino e un’altra attiva in Spagna. L’operazione internazionale ha coinvolto poi Portogallo, Regno Unito, Belgio, Georgia, Polonia e Turchia, con la regia della Polizia di Stato per interfacciarsi con Interpol, Eurojust, Europol e le polizie dei Paesi in cui sono scattati gli arresti.

Il gruppo utilizzava una particolare tecnica che la polizia chiama man-in-the-middle (uomo in mezzo) e consiste nell’accesso abusivo informatico a caselle di posta elettronica di aziende italiane e estere commesso con tecniche di hackeraggio e social engeneering. Il gruppo si inserisce poi nei rapporti commerciali tra aziende e fornitori, all’insaputa delle stesse, indirizzando i reciproci pagamenti su conti correnti nella disponibilità dell’organizzazione.

L’imprenditore maremmano finisce nella trappola il 22 gennaio scorso, quando riceve un’email all’apparenza inviata da una ditta fornitrice tedesca, presso cui è solito rifornirsi. L’email lo informava che la ditta aveva cambiato le coordinate bancarie per il pagamento di fatture in scadenza. L’imprenditore effettua tre bonifici a saldo di altrettante fatture per un totale di 29.000 euro.

Dopo circa due mesi la ditta lo ricontatta con le stesse modalità informandolo di non poter fornire altra merce se non saldava le predette fatture. A quel punto l’uomo telefona alla ditta fornitrice, scoprendo di essere stato vittima di truffa e sporge denuncia alla polizia postale di Grosseto.

Gli investigatori, che sapevano dell’indagine in corso dei colleghi del compartimento di Perugia, hanno inviato loro gli atti riguardanti l’imprenditore maremmano per coordinare gli accertamenti di polizia giudiziaria.

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