Sicurezza
La concorrenza sleale di 10.000 abusivi
Appello di Confartigianato a consumatori e forze dell’ordine: «Un azzardo mettersi nelle mani di chi viola la legge»
GROSSETO. La testa di una ragazza bendata in seguito a qualche lesione. Solo occhi e bocca salvi. È questa una delle immagini forti scelte da Confartigianato per la campagna regionale “Proteggi la tua salute, dai valore alla tua persona”. Sì, perché come scritto su uno delle migliaia di volantini stampati “Un abusivo gioca con la tua pelle e i tuoi capelli. Non mettere a rischio la tua salute!”. L’appello ai consumatori è dunque quello di rivolgersi a professionisti dell’acconciatura e dell’estetica.
Artigiani strozzati dalla crisi economica e dall’eccessivo carico fiscale e oggi in preda all’assalto di una concorrenza sleale sempre più agguerrita. Qui due i punti chiave. Uno, come detto, quello della salute: dai prodotti utilizzati, sino alle tecniche messe in piedi per rendere un determinato servizio, che sia di semplice ceretta o la colorazione dei capelli. Chi non si affida a personale qualificato rischia. «Acquistare da un abusivo o mettersi nelle sue mani – spiega il direttore Confartigianato, Mauro Ciani - è un azzardo. Un azzardo che può costar caro. Anche in termini di salute: chi dovesse subire lesioni durante i trattamenti, infatti, ne risponderà in prima persona. E i rischi sono di qualsiasi tipo: dalla contaminazione per la mancanza d’igiene fino al pericolo di reazioni allergiche, dermatiti, ustioni, ferite più o meno gravi. Molti i casi già accaduti nel Grossetano. E questo non fa che accrescere la preoccupazione e l’allarme verso un fenomeno da contrastare».
Per dirla con le parole di Monica Bicicchi, estetista professionale, è ora di piantarla con il «tanto è uguale» spesso pronunciato davanti alla possibilità di ottenere un trattamento a casa e in nero «ad opera di personaggi non qualificati». Senza considerare, come ben spiega il professionista in acconciature, Alessandro Pareti, «l’assoluta mancanza di aggiornamenti professionali indispensabili per un buon lavoro. Cose che per noi hanno un costo sostanzioso, ma che ci permettono di offrire servizi sicuri e di livello».
E qui si collega l’altro punto. Quello che fa rima con quattrini. Gli artigiani seri, prosciugati da una tassazione ritenuta d’indole vampiresca, per restare nella partita del mercato sono costretti a onorare fior d’imposte. Balzelli che a volte trasformano la professione in incubo. Magari con notti passate insonni a fare e disfare conti che non tornano (quasi) mai. Ecco perché al problema della salute s’affianca pure la sfumatura di giustizia e di etica: «Sono circa 10.000 – tuona Ciani - gli irregolari che operano nel Grossetano per quel che riguarda tutto il settore artigiano (non solo parrucchieri e estetisti, ndc). Ognuno di loro evade qualcosa come 11.000 euro all’anno di tasse varie. Fate voi il conto finale».
Ecco perché Confartigianato conta sul supporto delle forze dell’ordine per stroncare il fenomeno. «A cominciare dalla guardia di finanza – prosegue – sempre molto attenta su questo fronte. E contiamo pure sul contributo delle associazioni dei consumatori». Chi si rivolge a un abusivo dev’essere consapevole dei rischi che corre. Compreso l’aver a che fare con l’assenza di coperture assicurative.
«L’abusivo – è scritto in uno dei volantini di Confartigianato – fa danni all’ambiente; non paga le tasse; fa chiudere le aziende sane; ti fa pagare più imposte e si arricchisce alle tue spalle».
L’offerta sul mercato maremmano, quella sicura e certificata, è formata da ben 575 imprese attive tra servizi d’acconciatura, manicure, pedicure e trattamenti estetici. Secondo numeri della Camera di commercio la stragrande maggioranza di queste aziende (487) sono a matrice individuale. Seguono le società di persone (83) e quelle di capitali: appena 5, a dimostrazione di un tessuto imprenditoriale fatto di piccole e piccolissime imprese. Il 36 per cento del totale di queste aziende ha sede nel Comune di Grosseto (207 imprese). Il 7,7 per cento a Orbetello (44 ditte attive) e il 12,5 per cento a Follonica (72 aziende registrate).
Nonostante la crisi, dunque, per fortuna sono ancora molte le attività presenti sul territorio. La scelta, anche concorrenziale, ma sempre ben entro i limiti della legge, non manca. Come dire, uomo avvisato…
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