Il Tirreno

Grosseto

«Ipotesi di indagine bellissima ma non ha retto alla prova dei fatti»

C'è una contraddizione, per l'avvocato Alessandro Oneto, nella lettura del contesto delle imputazioni mosse al suo assistito, Antonio Noferi: dipendente comunale incaricato delle pratiche di condono...

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C'è una contraddizione, per l'avvocato Alessandro Oneto, nella lettura del contesto delle imputazioni mosse al suo assistito, Antonio Noferi: dipendente comunale incaricato delle pratiche di condono («oltre seimila»), era stato chiamato dai carabinieri come ausiliario di polizia giudiziaria in un sopralluogo in via Vivarelli, concluso con un sequestro. «A parte che lui non redige l'atto, firmato dai carabinieri, e che non è un consulente e che non concorre in alcuna omissione a proposito della mancata rilevazione della cucina al secondo piano – osserva Oneto – lui è quello che comunque farebbe sequestrare l'immobile dove operano coloro con cui dovrebbe lavorare illecitamente? C'è qualcosa che non torna. L'ipotesi di indagine è bellissima ma non ha retto alla prova dei fatti». Assoluzione perché il fatto non sussiste la richiesta del difensore.

Respinge ogni richiesta di condanna anche l'avvocato Francesco Gulina, che assiste il dipendente comunale Livio Dinetti per quattro capi di imputazione, tra abuso d'ufficio e falso. Dinetti, istruttore delle pratiche di sanatoria, è finito sotto processo «per una pratica mai rilasciata. Il manufatto era abusivo e tale è rimasto». (p.s.)

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