Il Tirreno

Grosseto

«Castriconi è stato leggero ma non c’è prova di illeciti»

di Pierluigi Sposato
«Castriconi è stato leggero ma non c’è prova di illeciti»

Il difensore dell’ex assessore spiega il significato delle cifre nelle agende «La conferma di Donati nell’incarico era un suo diritto, non una concessione»

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MONTE ARGENTARIO. «Massimo Castriconi è stato leggero, poteva evitare di farsi aiutare da Angelo Collantoni, che pure era suo amico di infanzia. Non era opportuno. Ma non c’è alcun collegamento con un atto che abbia favorito Collantoni».

Lo dice l’avvocato Alessandro Risaliti, difensore dell’ex assessore per il quale l’accusa ha chiesto 3 anni e 3 mesi al termine del processo Argentariopoli. Secondo il pm, Castriconi avrebbe sostenuto l’architetto Gabriele prima e l’architetto Collantoni poi per la nomina nel collegio ambientale. C’è un’agenda che “canta”, con nomi, dati e cifre. «Sì, ma Castriconi non nascondeva niente: le agende furono trovate sul tavolo di casa sua. Segnava “dare” come se avesse un debito ed era credibile perché stava attraversando un periodo difficile con la moglie. Che abbia ricevuto soldi da Donati, poi, è fare della fantascienza: l’architetto non è conosciuto per essere prodigo». E se Castriconi girava per il paese con i Rolex taroccati «non era elegante» ma non c’è prova di reato.

L’accusa sostiene che i soldi dell’agente sarebbero stati il prezzo della conferma di Augusto Donati a dirigente dell’ufficio tecnico: «Nulla di più sbagliato. La proroga nell’incarico era un diritto, non una concessione». Gabriele, poi, «non aveva bisogno di raccomandazioni di nessuno, allora era il segretario comunale dei Ds». Secondo Risaliti è un «falso storico» sostenere che Castriconi abbia influenzato le nomine del collegio ambientale: «Siamo in Italia, sappiamo tutti che ci sono le quote. Non è bello ma è così». Il difensore respinge anche le ipotesi che l’ex assessore abbia fatto sostituire Alessandroni con Collantoni («beghe di paese»). Per il dehors chiesto da Gianluca Fuga (abuso d’ufficio tentato), Castriconi avrebbe «fatto bene, se non era più assessore, a chiedere perché nessuno in Comune dava risposte». Per Risaliti, comunque, se la presunta corruzione ha come ultima data il febbraio 2006 o comunque la fine del 2006, il reato è prescritto.

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