Il Tirreno

Grosseto

"Vi sono cadute le chiavi", e li derubano

Elisabetta Giorgi
Pattuglia della polizia
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Pattuglia della polizia

Due truffatori in azione: distraggono le vittime con una scusa e infilano le mani in auto per arraffare i soldi. Indaga la polizia

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GROSSETO. La tecnica è semplicissima e già collaudata in altre parti d’Italia. Entrano in azione due persone: il ladro e il suo complice. Uno dei due prepara l’azione e l’altro la mette a punto. Il primo bussa al finestrino dell’auto della vittima e tutto gentile le fa: «Signora (o signore), le sono cadute le chiavi». Il malcapitato preso di mira, ignaro, ringrazia persino il suo interlocutore che gli ha segnalato la sbadataggine, scende dall’auto e si affanna a cercare le chiavi per terra mentre un’altra persona infila le mani in auto e arraffa la borsa o il borsello lasciati nel veicolo.

Il metodo dello “scippo con inganno” è stato abbondantemente messo a punto in tutti questi mesi in altre zone italiane, specie nella Capitale dove i casi si sono sprecati. E nella giornata di martedì 9 giugno episodi simili sono capitati a Grosseto in zona Sacro Cuore e via Inghilterra. Due sono andati a buon fine mentre il terzo è andato male perché la persona non ci è cascata e i ladri sono scappati. Ma nei primi due casi - appunto – il bottino è stato ricco perché ha fruttato un bel po’ di soldi nelle tasche dei due truffatori. Per l'intera mattinata una coppia di uomini se n’è andata in giro per la città a caccia di persone da far cadere in trappola. E ci sono riusciti: in un paio di casi hanno rubato la borsa dalle auto di due grossetani grazie all’ardito giochetto. «Signore, le sono cadute le chiavi» (c’è anche la variante degli occhiali..).

Un grossetano aveva appena prelevato dal bancomat 1000 euro quando è stato avvicinato e derubato con quest’escamotage. Idem nel secondo caso, mentre nel terzo il malcapitato ha fiutato l’inganno. La polizia - squadra Volanti - è sulle loro tracce. Occhio dunque ai finti “cortesi” che fingono di farci un favore. Solitamente mirano agli anziani (ma non solo) che si spostano in auto, e cadono in trappola non appena parcheggiato, quando c'è la possibilità di lasciare la portiera dell'auto aperta. 
 

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