Il Tirreno

Grosseto

il gesto del fondatore della comunitÁ musulmana

«Tolgo io l’immondizia perché amo questa città»

«Tolgo io l’immondizia perché amo questa città»

GROSSETO. Insopportabile. L’altro giorno c’è chi ha dovuto portar via un divano e altra spazzatura in pieno centro storico. Altro che salotto buono! Il sudiciume era stato abbandonato lì da qualche...

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GROSSETO. Insopportabile. L’altro giorno c’è chi ha dovuto portar via un divano e altra spazzatura in pieno centro storico. Altro che salotto buono! Il sudiciume era stato abbandonato lì da qualche fenomeno del cassonetto. Uno di quelli che “tanto chi se ne frega, così fan tutti”.

E invece no, così non fanno tutti. O almeno non Durim Mema, ex segretario e fondatore della comunità musulmana albanese di Grosseto “El-hilal” con sede in via Genova. Lui ha inviato al Tirreno alcune foto che dovrebbero far riflettere (e magari vergognare) più di qualche persona. Lo smartphone di Durim ha inquadrato uno dei tanti cassonetti sparsi per la città, in via Bolzano. Lì, è possibile notare «l’immondizia che ostruisce addirittura il passaggio ai pedoni e alle carrozzine per diversamente abili» come spiega lo stesso Durim. «Come cittadino straniero (oggi referente territoriale della provincia di Grosseto della sezione islamica italiana con sede a Milano) mi sono sentito in dovere di rimuovere l’ingombro per dare un contributo alla città dove vivo».

Un gesto che va a replicare le (purtroppo rare) iniziative messe in piedi da altri grossetani. Gente stanca di vivere in un ambiente alla mercé di comportamenti al di fuori di ogni logica del rispetto del prossimo e di sé stessi. «Con il vostro permesso – prosegue Durim - vorrei invitare la comunità musulmana albanese di cui faccio parte e che vive in Maremma a dare voce a un’iniziativa più ampia per la cura dell’ambiente». Insomma, come musulmani «abbiamo l’obbligo alla cura dell’ambiente in cui viviamo. E la conferma la troviamo anche nel seguente hadith: secondo Abu Huraira (dcl), il Messaggero di Dio (slpbd) ha detto: "...Togliere dalla strada ciò che reca danno è carità””.

E chissà se l’esempio dato da Durim potrà esser utile a trascinare a comportamenti più civili anche chi ha scelto di seminare, pure in questi giorni, rifiuti per le strade della città: da viale Porciatti a via Micca in zona via Ugo Bassi. Lì, ogni genere di sporcizia viene dimenticata al di fuori dei cassonetti. Un’impresa per nulla semplice, visto e considerato che spesso, chi insozza la strada, lo fa di notte. Per paura (almeno quella, a volte, è rimasta) d’esser scoperto. E magari additato. Ma c’è pure chi semina rifiuti per le vie in pieno giorno. La maleducazione, questa sì che è un nemico.

Maurizio Bernardini

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