Sicurezza
Per Spaccalunotti una condanna severa Tre anni e 4 mesi
Il giudice ha inasprito la richiesta del pubblico ministero Fatarelli non ha assistito, la difesa prepara l’appello
GROSSETO. Pena severa per Gino. Molto più severa di quella che aveva chiesto il pm. L’ultima impresa (negativa, è chiaro) di Spaccalunotti è stata punita con 3 anni e 4 mesi, pur con lo sconto di un terzo che la scelta del rito abbreviato ha comportato.
Gino Fatarelli, 60 anni, è stato condannato per aver spaccato il vetro di una Punto bianca, di proprietà del Comune di Grosseto: il vetro anteriore, non quello posteriore che è invece il suo abituale segno distintivo. Il giudice Giovanni Muscogiuri lo ha riconosciuto colpevole del danneggiamento, sommandovi la violazione degli obblighi: Gino doveva rimanere a casa dopo le 21, invece a quell’ora era ancora in circolazione per la città. Era la sera del 9 maggio, un sabato sera, e Gino era stato notato in via Sonnino dalla stessa guardia giurata che l’aveva arrestato tempo addietro, per un fatto similare avvenuto in via Etruria. Lo aveva tenuto d’occhio, l’aveva visto rompere il vetro, l’aveva seguito prima a piedi e poi in auto, aveva dato l’allarme, aveva indirizzato i carabinieri fino alla cattura, avvenuta in via dei Mille poco prima delle 22: Spaccalunotti era appena uscito da una cabina telefonica e stava risalendo verso via Ferrucci. Era qui che era stato bloccato. «Sì, sono stato io», aveva ammesso al gip che lo aveva interrogato.
Fatarelli non era venuto ad ascoltare la sentenza: ha atteso a casa - dove era stato messo, ai domiciliari, dopo la convalida dell’arresto avvenuta in carcere - di conoscere l’esito del processo, che si è concluso nel pomeriggio. Al termine della requisitoria, il sostituto procuratore Stefano Pizza aveva sollecitato 2 anni e 8 mesi. Il difensore Alessandro D’Amato aveva invocato una pena più clemente. Il giudice è tornato dopo una camera di consiglio durata poco meno di un’ora e ha letto la condanna, che prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. A Fatarelli è stata riconosciuta la recidiva reiterata. E non poteva essere diversamente, visto che purtroppo per lui Spaccalunotti ha una lunga serie di precedenti, nemmeno lontani nel tempo. Il giudice ha anche letto in aula le motivazioni della condanna, senza riservarsi il deposito. Così è già partito ieri il termine per contare i giorni entro i quali è possibile presentare appello: il difensore ha già annunciato che ricorrerà contro la condanna. In caso contrario, cioè quando questa dovesse diventare esecutiva, Spaccalunotti dovrebbe entrare di nuovo in carcere.
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