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Grosseto

«Non lanciarono subito l’allarme»

«Non lanciarono subito l’allarme»

Barca a fuoco e poi a picco, al processo parla l’ufficiale della guardia costiera

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GROSSETO. «La cosa che ci parve strana fu che non avevano lanciato subito il may-day . Avrebbero guadagnato tempo con una chiamata immediata con la radio di bordo. Invece ci dissero che si erano impauriti ed erano scesi in acqua col tender. Fu da lì che avevano fatto la chiamata con la radio portatile, che tra l'altro ha una portata minima».

Perplessità espresse dal capitano di corvetta Federico Giorgi, già comandante dell'ufficio circondariale marittimo di Porto S.Stefano e adesso a Viareggio, chiamato a testimoniare sulla vicenda dell'incendio che il 24 giugno 2010 si era sviluppato a bordo dell'imbarcazione Mr Incredible II. A Fausto Mencancini, 56 anni, di Roma, l'imputato, viene contestata la mancanza di controlli periodici e la mancanza di una valida azione di contrasto dell'emergenza. La barca era affondata due miglia a sud delle Formiche, adagiandosi su un fondale di 97 metri.

Di fronte al giudice Mezzaluna, l'ufficiale ha ricostruito le fasi dei soccorsi, partiti alle 14,30 di quel giorno con la chiamata fatta mediante apparecchiatura Vhf. Quando la motovedetta della capitaneria era arrivata, alle 15, Mr Incredible II era avvolta da un denso fumo. Sul posto era stato fatto confluire anche un peschereccio e (a bordo 2.000 litri di carburante anche un mezzo per il disinquinamento, arrivarono alle 16 anche i vigili del fuoco, alle 17 l'imbarcazione affondò. A bordo del tender c'erano Mencancini e una persona oggi deceduta.

Altre perplessità, ha aggiunto Giorgi, derivavano dal fatto che Mencancini aveva dei precedenti e che l'unità risultava da noleggio (sarebbe servito un altro titolo oltre alla patente nautica) ma il conduttore disse che stava solo facendo un trasferimento. Mencancini non aveva poi il telefono del proprietario-armatore. L'incendio si era sviluppato nel locale di prora. La guardia costiera accertò che non era stati attivati gli impianti antincendio e non erano stati usati gli estintori. Impossibile dire quando l'incendio era scoppiato, ha detto Giorgi, nemmeno da una valutazione visiva dei danni (i marinai girarono un video). Il comandante ha aggiunto che «non c'è una norma che obbliga ai controlli periodici». Potrebbe essere stato un corto circuito? ha chiesto il difensore Maria Grazia Russo: «Sì». Bisognerà sentire altri testimoni, se ne riparlerà a ottobre.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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