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Ecco la spending review in versione bipartisan

Ecco la spending review in versione bipartisan

Consiglieri di maggioranza e opposizione studiano la macchina comunale e presentano un documento per tagliare le spese. Ma il sindaco è prudente

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MASSA MARITTIMA. Le proposte sono tante e se l’amministrazione deciderà di dar loro gambe il risparmio è assicurato. Ne sono convinti i membri della commissione Bilancio di Massa Marittima, che annunciano un calo delle spese correnti (quelle cioè che vengono immediatamente pagate) del 5 per cento, in soldoni circa trecentomila euro. «Escluse le questioni che riguardano Società della Salute e Ato sud Toscana: se aggiungiamo anche queste il risparmio sale notevolmente», spiega il presidente della commissione, Luca Santini.

Le proposte riguardano tutti i settori del Comune, dalle partecipate ai lavori pubblici: punto per punto, la commissione negli ultimi sette mesi si è confrontata con i vari uffici per arrivare a stilare un documento che porta la firma di consiglieri tanto dell’opposizione (Santini e Fiorenzo Borelli) quanto della maggioranza (Stefania Cionini, Flavio Zazzeri, Massimo Salvadori). Ma in consiglio il sindaco Marcello Giuntini predica calma: «Penso che certi argomenti debbano essere approfonditi nelle debite commissioni, anche facendone alcune congiunte».

La base su cui si aprono le proposte consiste in «due criticità», come si legge nel documento: un organismo interno di controllo di gestione e un sistema di incentivazione del personale. Ergo, due metodi per capire dove l’azione dell’ente va a parare, incoraggiando i dipendenti. «In questo modo potranno avere corpo le nostre proposte _ dice Santini _ realizzabili in un arco di tempo che va dai dodici ai ventiquattro mesi».

Da qui, lo spunto generale su come affrontare i temi vasti, come la raccolta dei rifiuti affidato all’Ato, reo di aver alzato le tariffe (il dieci per cento del bilancio finisce qui) a fronte di un servizio «pessimo», edi aver rifiutato l’incontro con la commissione; e le funzioni associate, ossia l’Unione dei Comuni, che Santini e company propongono di far diventare «per una fase transitoria un centro di servizi per l’ente», abbattendone i costi, almeno fino a quando non avrà una struttura più solida.

Ma le proposte vere e proprie nascono nelle attività di tutti i giorni. Prendiamo le spese legali: qui l’idea è «di redigere tramite l’Unione una convenzione con uno studio legale che segua i tre Comuni membri». Oppure l’energia elettrica, per cui il Comune paga 300.000 euro all’anno, affidandosi a nuove tecnologie. Idem per il verde pubblico, per cui potrebbero essere cercate sponsorizzazioni. Ma saltano fuori anche spese quantomeno anomale, come quella per coprire i costi del randagismo. «Accalappiare e mantenere 65 cani ci costa 105mila euro all’anno. Dobbiamo trovare alternative»: è la proposta del documento. I firmatari chiedono anche una «graduale uscita da Amatur in modo che la parte privata sia ancora più preponderante rispetto a quella pubblica».

Tanta carne al fuoco, insomma, di cui l’amministrazione ha preso atto (non è un documento da approvare). E mentre Giuntini chiede di approfondire, Santini e i suoi sperano di vedere qualcuna delle loro proposte già nel bilancio che verrà approvato il mese prossimo.

Alfredo Faetti

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