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Addebiti non dovuti, società condannata

Addebiti non dovuti, società condannata

GROSSETO. In tre anni dal 2012 al 1014, si è visto prelevare dalla carta di credito 1.556,17 euro dalla sua compagnia telefonica. Ma in realtà le fatture emesse dal gestore, per il traffico...

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GROSSETO. In tre anni dal 2012 al 1014, si è visto prelevare dalla carta di credito 1.556,17 euro dalla sua compagnia telefonica. Ma in realtà le fatture emesse dal gestore, per il traffico aziendale, erano stata regolarmente pagate mediante addebito sul conto corrente e che gli importi non quadravano.

Per questo un cittadino si è rivolto alla Confconsumatori di Grosseto: voleva vederci chiato su quegli addebiti. e visto che il gestore telefonico non ha mai risposto alle tante richieste scritte dell’associazione e non si è presentata neanche dinanzi alla camera arbitrale della Camera di commercio per il tentativo di conciliazione prescritto dalla legge, l’uomo, visto l’ammontare della somma prelevata, ha deciso di ricorrere al giudice. Che gli ha dato ragione.

Con la sentenza 422 del 2015 il giudice di pace di Grosseto, Adriano Simonetti, ha disposto che la compagnia telefonica restituisca tutti gli addebiti maggiorati di interessi legali.

Nel corso del processo civile è emerso infatti che, in realtà, la compagnia aveva un’autorizzazione a prelevare importi su carta di credito ma l’utente aveva disconosciuto l’utilizzo del numero associato.

Non avendo la società telefonica provato l’invio di fattura o conti telefonici e non avendo provato (resistendo in giudizio senza neanche depositare i più volte richiesti tabulati telefonici) il traffico che aveva originato gli addebiti il giudice ha statuito il principio che in mancanza di prova, che deve offrire la società telefonica, questa è tenuta alla restituzione per indebito incasso (2033 c.c.) di tutte le somme prelevate. Inoltre considerato che la società telefonica si era sottratta al tentativo di conciliazione l'ha condannata al pagamento delle spese processuali per oltre euro 2.000.

Il testo della sentenza sarà pubblicato sui siti www.confconsumatoritoscana.it e www.confconsumatori.it.

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