Il Tirreno

Grosseto

in tribunale

Overdose mortale Chiesto il processo

GROSSETO. Quando lo trovarono sdraiato per terra, in un’aiuola che costeggia il marciapiede sul viale Europa, all’altezza dell’incrocio con via Lazio, sembrava che si stesse riposando. Dopo pochi...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Quando lo trovarono sdraiato per terra, in un’aiuola che costeggia il marciapiede sul viale Europa, all’altezza dell’incrocio con via Lazio, sembrava che si stesse riposando. Dopo pochi minuti, però, qualcosa era successo intorno al corpo di quell’uomo: arrivò un ragazzo, lo prese a schiaffi per rianimarlo, prima di allontanarsi.

Ma Massimo Pastorelli, 45 anni, era già morto, ucciso da un’overdose. Ora, per quella morte, c’è un indagato. Secondo il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, la responsabilità di quella morte è da ricondurre a uan dose di eroina venduta da Haykel Marabti, un ragazzo di 28 anni, che dovrà rispondere del reato di omicidio preterintenzionale e spaccio.

Pastorelli fu soccorso da un ragazzo che passava dal viale Europa in bicicletta. Fu lui a dare l’allarme al 118 che arrivò immediatamente all’incrocio con via Lazio con la speranza che quel malore potesse risolversi con una corsa all’ospedale. Prima il giovane, poi i sanitari tentarono a lungo di rianimare l’uomo sotto gli occhi degli agenti della polizia municipale che era appena intervenuta.

Davanti a quel corpo coperto con un telo, arrivarono anche due volanti della polizia che stavano passando dal viale Europa: furono loro a trovare una siringa e che il quarantacinquenne era conosciuto sia da loro che dalla questura per la sua storia di tossicodipendenza. Poi fu la volta degli uomini della squadra mobile e dei colleghi della scientifica che si misero subito sulle tracce di chi aveva venduto quella dose fatale. Ora, a distanza di quasi un anno da quel tragico pomeriggio di giugno, il pm ha chiesto al giudice per le indagini preliminari il rinvio a giudizio per il ragazzo che avrebbe venduto la dose risultata poi fatale per Pastorelli.

Il quarantacinquenne probabilmente aveva acquistato da poco la dose letale che lo uccise per strada. Facendolo restare lì, in quell’aiuola dove sembrava che si fosse fermato per riposarsi sotto un albero e dove invece era morto.

Non era caro il prezzo di quelle dosi: al ventisettenne infatti vengono contestati anche altri episodi di spaccio: dosi vendute a 30-40 euro ciascuna. (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, maxi sequestro di prodotti falsi: 118mila articoli contraffatti per un valore di 650mila euro

di Redazione Pisa