Finanza
Monica Faenzi condannata per diffamazione
Querelata per i contenuti di una nota diffusa nel dall'ufficio stampa del Comune di Castiglione, di cui era sindaco. Multa da 520 euro e risarcimento alla parte offesa, annunciato il ricorso
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Chiuso con la condanna il processo nei confronti di Monica Faenzi, imputata di diffamazione a mezzo stampa per un comunicato stampa emesso nel febbraio 2007, quando l'onorevole era sindaco di Castiglione della Pescaia. Sullo sfondo del procedimento il ricorso al Tar presentato da Italia Nostra contro il progetto di riqualificazione dell'Orto del Lilli.
Faenzi è stata condannata a 520 euro di multa ma anche a risarcire la parte civile, cioè Pasqualina Basta (avvocato Alberto Vannetti), che si era sentita diffamata da un comunicato emesso dall'amministrazione: dovrà versare 3.000 euro, più le spese di costituzione. Condannata anche Silvia Duchi, allora addetto stampa del Comune, ma solo a versare i 520 euro (non menzione per entrambe, nessuna sospensione). Il pm onorario Pamela Di Guglielmo aveva sollecitato 8 mesi e 1.000 euro. Il giudice Puliatti, che ha rilevato la sussistenza della diffamazione semplice, depositerà le motivazioni entro un mese.
Perché la querela? Perché la Basta si era sentita diffamata da due passaggi inseriti del comunicato. Nel primo era stata definita come "moglie di uno dei più noti costruttori maremmani". Nel secondo era stata additata come cattivo esempio "visto che proprio due giorni fa - aveva scritto il sindaco - in seguito a verbale dei vigili urbani ho firmato un'ordinanza sindacale per il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie di un'area di sua proprietà. E recentemente ha anche ricevuto un verbale per un abuso edilizio".
Affermazioni non veritiere, secondo Pasqualina Basta, che si era rivolta alla Procura. L'abuso edilizio risalirebbe a moltissimi anni prima e dell'ordinanza non avrebbe ricevuto notifica (sarebbe poi stata annullata). E infine il marito non è un costruttore ma un ingegnere ambientale.
In precedenza, era uscito dal processo (assolto per non aver commesso il fatto - rito abbreviato davanti al gup) l'avvocato Daniele Falagiani, imputato in qualità di responsabile del servizio legale del Comune. Il procedimento adesso concluso in primo grado (ma i difensori Valle e Pugi annunciano già appello) era passato prima da una citazione diretta ma era tornato al pm perché il tipo di reato richiede il passaggio dell'udienza preliminare, quest'ultima avvenuta nel novembre 2011.
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