Il Tirreno

Grosseto

L’Ipercoop aprirà nell’autunno 2016

di Gabriele Baldanzi
L’Ipercoop aprirà nell’autunno 2016

L’azienda verso l’approvazione del bilancio chiuso con 19 milioni di perdita. Occhi puntati sull’operazione Commendone

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GROSSETO. Il D-day è fissato per lunedì 29 giugno, alle 10, a Vignale Riotorto. In quella data si discuterà e si delibererà riguardo all’approvazione del bilancio consuntivo 2014, cariche sociali 2015-2018 e condizioni economiche applicate agli amministratori e ai sindaci revisori per il prossimo triennio.

Stiamo parlando di Unicoop Tirreno, il gigante cooperativo della distribuzione alimentare (e non solo). Da ieri sono iniziate le assemblee nei territori.

In provincia di Grosseto sono ben cinque le sezioni soci (Est Maremma, Grosseto, Castiglione/Follonica, Colline Metallifere e Costa d’Argento) che, dopo aver appreso alcune anticipazioni dai giornali, si apprestano a conoscere il bilancio di esercizio 2014, il 70esimo della lunga storia della cooperativa, chiuso con una perdita di 19 milioni e 211 mila euro. Cifre e report che presuppongono piani di risanamento e nuove alleanze, così da riportare in equilibrio la cooperativa. E i risultati dei primi tre mesi del 2015 vanno in questa direzione.

In Maremma, però, l’attesa riguarda soprattutto l’operazione Commendone, dove sorgerà quello che i grossetani hanno sempre chiamato Ipercoop, un superstore all’interno del nascente centro commerciale.

I lavori sono partiti ormai da oltre un anno e nel 2016 (in autunno) è indicativamente prevista l’inaugurazione.

«Riguardo a Grosseto – si legge nella relazione al bilancio - in queste ultime settimane è stato sottoscritto un preliminare di vendita della galleria commerciale a Igd, che consentirà di rientrare di una quota importante dell’investimento complessivo (45 milioni di euro)».

Se ne parlerà ampiamente nel corso dell’assemblea dei soci di venerdì 12 giugno (alle 16,30) all’hotel Airone.

La prima assemblea, tutto sommato senza sussulti, si è svolta ieri pomeriggio a Roccastrada alla presenza di un centinaio di soci della sezione Est Maremma. Di là dal tavolo Massimiliano Palla (direttore di logistica e organizzazione di Unicoop) e Paolo Bertini (responsabile del settore soci).

I vertici di Unicoop hanno illustrato il bilancio nel dettaglio, partendo dalle premesse negative: un altro anno di recessione dell’economia italiana. Guardando il bilancio si scoprono le ragioni del risultato economico 2014, sul quale hanno influito soprattutto le negatività di alcune partecipazioni e oneri straordinari per 17 milioni. Alla perdita di Ipercoop Tirreno (la controllata che gestisce i punti vendita in Campania) di 8,9 milioni (pur se molto migliore della perdita 2013), si sommano infatti 1,2 milioni su Distribuzione Roma (società di proprietà di 7 cooperative e titolare di 54 punti vendita nel Lazio) per costi di avvio gestione e altri oneri straordinari rilevanti della ex partecipata Dico venduta dalle Coop nel 2013 (-11,7 milioni). Queste voci costituiscono, insieme al risultato negativo della differenza tra valori e costi della produzione, la causa primaria del risultato economico negativo per 19,2 milioni. L’unica consolazione è che il 2014 è stato migliore del 2013. Questo per due ragioni: il positivo andamento della gestione finanziaria, che ha prodotto redditività e la riduzione dei costi aziendali (il costo del personale di rete è calato di 7,4 milioni) indispensabile per mantenere la convenienza dei prezzi.

Ai soci del comprensorio collinare è stato poi dettagliato come sono maturate le perdite: la pessima stagione estiva 2014, con una calo delle presenze turistiche sulla costa, ha avuto come conseguenza un calo delle vendite di 40 milioni; ciononostante Unicoop ha investito oltre 23 milioni per ristrutturare o aprire nuovi punti vendita, per esempio Porto Santo Stefano, e altrettanti milioni per un abbassamento generale dei prezzi.

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