Il Tirreno

Grosseto

Soldi per le vicinali, è caos

di Fiora Bonelli
Soldi per le vicinali, è caos

Roccalbegna, prosegue la battaglia di Pecora: «Atti illegittimi»

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ROCCALBEGNA. Il contributo in conto capitale della Provincia di Grosseto destinato al Consorzio stradale riunito del comune di Roccalbegna non può più essere utilizzato per il tratto Paiolaio Signorili «a causa dell’intransigente opposizione di uno degli utenti». Lo ha dichiarato l’assessore di Roccalbegna Biagio Giannone, con funzioni di presidente del consorzio riunito nel corso di un’adunanza rivolta ai soci. E così i soldi andranno a un altro tratto.

L’intransigente opposizione a ricevere un contributo provinciale su cui i soci consortili contavano, è di Giampaolo Pecora, un cittadino che da tempo, con la madre Giovanna Corsini, sgomita, presenta esposti e scrive lettere, per stigmatizzare una faccenda, secondo lui, spinosissima. È lui stesso che dice che nel corso dell’adunanza dove si avvertiva che il contributo della Provincia non poteva essere utilizzato per il tratto Paiolaio-Signorini «il nome di questo utente, anche se non viene citato, è facilmente individuabile. Chi ha presieduto la seduta, però, si è guardato bene dal dire i motivi di questa opposizione».

Pecora tiene a precisare che la sua opposizione «non era fine a se stessa» ma che lui «semplicemente segnalava diversi profili di illegalità» e ha illustrato le ragioni del suo contendere in un primo esposto alla Provincia di Grosseto, al sindaco di Roccalbegna, alla minoranza, all’Unione comuni, e al consorzio Riunito, dove invocava chiarezza sullo stato giuridico di due consorzi che sembrerebbero essere uno solo ma non lo sono.

Pecora, dunque, rammentava che «l’operato del Consorzio stradale Riunito vìola, ad ogni pie’ sospinto, le norme di legge e di statuto, che ha prodotto e continua a produrre atti amministrativi illegittimi causativi di danni».

Nel secondo esposto, poi, Pecora segnalava supposte illegittimità formali nella convocazione delle assemblee. Partendo da tali presupposti, il contributo della Provincia per risistemare una strada consortile, quella Paiolaio Signorini è sfumato e il contributo è stato dirottato su un altro tratto stradale. Ma nemmeno così sta bene a Pecora.

La ragione di questo suo avverso comportamento lo spiega lui stesso: «Il nostro intento non è quello di ostacolare l’attività amministrativa ma di contribuire ad una corretta gestione, che dovrebbe svolgersi nell’ambito delle norme di legge e di statuto. La corretta gestione, come si sa, evita conseguenze nocive, come quella di non ottenere fondi pubblici o, se già ottenuti, di doverli restituire in sede di collaudo o di altre verifiche con evidenti ricadute a carico degli utenti. Il che vuol dire che, se il contributo dovesse essere restituito, gli utenti si dovrebbero accollare l’intera spesa dell’opera. Gli utenti ce l’hanno questa consapevolezza?».

Dopo aver ripercorso la “dolorosa istoria” della intricata matassa delle strade vicinali di Roccalbegna e dell’approssimazione formale nel convocare le assemblee, Pecora commentando gli esposti sottolinea che sembra che «dopo il nostro secondo esposto del 14 aprile, il presidente abbia urgentemente convocato una seduta assembleare finalizzata a impegnare il contributo su un altro tratto stradale».

Ma anche questa operazione non sta bene a Pecora che ipotizza irregolarità nelle convocazioni dei soci. E allora l’utente ribelle chiede al sindaco: «Dopo l’esposto del 14 aprile su una delle tante farse è calato il sipario. Non dovrebbe avvenire anche per tutte le altre?».

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