Nuovi profughi in Amiata «Quanti ancora non si sa»
Guendalina Amati (FdI) interroga i sindaci: «Il 30 maggio è arrivato un pullman ma sulla questione accoglienza in generale vige un imbarazzante silenzio»
ARCIDOSSO. L’arrivo di nuovi profughi sull’Amiata riapre la questione dell’accoglienza nei territori. «Quale sarà il numero di profughi che i nostri comuni dovranno accogliere? E dove saranno sistemati?». Lo chiede in una nota dai toni assai duri, Guendalina Amati, ex candidata arcidossina alle regionali, di Fratelli d’Italia, e consigliere di opposizione di Arcidosso, ai sindaci dell’Unione comuni Amiata grossetana.
«Sabato 30 maggio alle 20 circa – dice Amati – ad Arcidosso non è passato inosservato l’arrivo di un pullman granturismo che si è fermato in piazza Indipendenza. A scendere erano decine di persone con sacchetti di plastica contenenti i loro oggetti, le quali hanno trovato come giaciglio il piazzale in questione. In quale luogo poi siano stati dirottati in seguito non lo sappiamo».
Amati parla di «un silenzio imbarazzante» che « avvolge la questione accoglienza profughi sul nostro territorio, eppure la situazione è conosciuta ai sindaci che amministrano i comuni dell’Unione, ma che ben si guardano dal renderla pubblica alla popolazione. Da diverso tempo oramai i sindaci sanno, poiché hanno ricevuto nota scritta dal Prefetto, che i comuni della provincia di Grosseto dovranno accogliere il 6 per cento dei profughi destinati alla Toscana, ma non è ancora chiaro quale sarà il numero effettivo che spetterà alla nostra regione e di conseguenza ai nostri comuni. Tutto tace sull’incontro avvenuto oramai da più di un mese all’Unione dei Comuni tra sindaci, forze dell’Ordine e Prefetto, e su quale sia stata la natura di tale colloquio: che vertesse forse sul nodo accoglienza? Non c’è dato di saperlo».
Non che la questione sia mai stata chiusa. Per Amati, però, ci sono stati perlomeno «mutismo e riservatezza. Che siano dovuti al fatto che l’incontro e la lettera in questione siano arrivati proprio in prossimità del voto elettorale?».
Guendalina Amati torna, poi, sui temi dibattuti quotidianamente: «La presenza nei nostri territori, già densamente popolati da extracomunitari di varie etnie, in numero molto elevato proporzionalmente alla popolazione, desterebbe qualche malumore, non certo per razzismo, ma per ovvi e leciti dubbi sulla sicurezza e sull’economia. Alcuni sindaci amiatini hanno dichiarato che “i profughi sono una risorsa”: che spiegassero bene la loro visione di risorsa economica a coloro che vi abitano. Accoglienza per i turisti è di far trovare il paese e il centro storico colmo di profughi?».
La questione verte anche sulla logistica. «Se i sindaci fossero disponibili all’accoglienza dovranno trovare strutture idonee e a Arcidosso quali sono gli edifici o i complessi adatti? Forse l’ex residence Lo Scoiattolo?». (f.b.)
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