Sicurezza
Niente più lanci col paracadute nell’ora del sonno
Parrina, polemiche sull’aviosuperficie: «Troppo rumore» Il direttore disposto a limitare i decolli nel primo pomeriggio
ORBETELLO. Il brivido di lanciarsi con il paracadute sprigiona sempre una pazzesca dose di adrenalina, in chi ha il coraggio e la voglia di provare emozioni ad alta quota. Ma quest’affascinante attività - nella zona sud della Maremma - fa “volare” anche qualche critica. Colpa del rumore che mette in subbuglio gli abitanti, al punto tale che il direttore del centro paracadutismo è disposto a correre ai ripari per limitare il disagio acustico.
Da qualche anno l’attività del paracadutismo è portata avanti nell’aviosuperficie Costa d’Argento della Parrina, non distante da Albinia. Una zona di campagna in cui, in passato, gli unici rumori che si era abituati a sentire erano quelli dei trattori che lavoravano nei campi e delle auto che percorrevano la vicina strada provinciale della Parrina.
Prima dell’arrivo della scuola di paracadutismo, l’aviosuperficie vedeva atterrare solo alcuni velivoli ma non aveva un’attività così intensa come con l’arrivo dello Sky drive Argentario. E tutto ciò ha suscitato proteste in chi abita lì vicino e ha percepito la propria tranquillità violata. A chi opera nella struttura si rimprovera il continuo alzarsi in volo del velivolo che porta in quota i paracadutisti e il rumore che questo fa durante il decollo e l’atterraggio. «Abbiamo perso la nostra tranquillità – dicono alcuni abitanti della zona – addio pennichella e finestre aperte. In estate solo aria condizionata (chi ce l’ha) e finestre chiuse». Lo Sky dive Argentario svolge l’attività da giugno ad agosto e alcuni che hanno scelto la zona proprio perché tranquilla dicono che ormai «non c’è più pace». Le proteste sono state molte in passato e anche quest’anno, non appena il piccolo aeroplano ha posato le ruote sulla pista, sono partite le lamente. C’è chi lamenta la vicinanza della pista alla strada e ritiene pericoloso che i paracadutisti atterrino così vicino, c’è chi denuncia la pericolosità della sosta di molti curiosi che si fermano con l’auto a bordo strada a scapito della sicurezza della circolazione.
Il direttore della scuola di paracadutismo Roberto Romboli è a conoscenza di questi interrogativi e problemi posti dal “vicinato”, almeno quello privato perché le attività ricettive ben accettano il via vai di persone che vengono da tutta Italia e non solo, e pernottano e mangiano nei locali della zona: «Abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie per poter svolgere la nostra attività. Siamo nelle regole. La strada è a una distanza tale che la pista è autorizzata e non è mai capitato che un paracadutista abbia finito la sua discesa sulla provinciale». Romboli non è comunque insensibile alle lamentele, e per il quieto vivere ha disposto che l’aereo decolli un po’ lato mare e un po’ lato collina in modo che il rumore venga distribuito. Inoltre il maggior numero di lanci viene fatto durante il fine settimana e non sempre con la stessa intensità; quindi il direttore invita alla pazienza. La scuola sta comunque cercando di correre ai ripari. E a due signori che giorni fa hanno esposto le loro lamentele il direttore si è impegnato a dare il minor disturbo possibile. «Un aereo che decolla fa rumore e non può avere il silenziatore - conclude Romboli - E proprio per dare meno fastidio stiamo pensando di limitare i decolli durante l’orario della pennichella».
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