Sicurezza
Manciano si ferma per l’addio a Saverio
Una folla commossa si è stretta attorno ai genitori del ragazzo di 23 anni trovato morto a casa di un amico
MANCIANO. «Siamo qui per salutare Saverio». Comincia così l'omelia di don Fabio Menghini, nella chiesa di San Leonardo per i funerali di Saverio Frulloni, il giovane mancianese trovato morto a casa di un amico in via degli Orazi a Grosseto. Seduti vicino alla bara di legno chiaro, i genitori, Fabrizio e Maria Rosa.
Non ci sono parole per consolare una famiglia che perde il figlio in maniera improvvisa. E allora le parole si tramutano in gesti che sono più espliciti di ogni parola. A salutare i due genitori anche il sindaco di Manciano, Marco Galli che li stringe in un abbraccio. Fra i presenti anche il vicesindaco di Manciano, Antonio Camillo e il direttore delle Terme di Saturnia resort, Licinio Garavaglia, insieme a tante altre persone.
Le campane suonano il loro rintocco più triste, inizia la celebrazione, l'ultimo saluto a Saverio, morto a 23 anni per cause ancora da chiarire lontano dalla sua Manciano. I genitori sono lì vicino a lui. Il loro dolore è composto. La madre di Saverio appoggia la testa sulla spalla del marito: sono seduti e così rimarranno per tutta la durata della funzione religiosa. Le loro teste spesso si avvicinano l'una all'altra come per cercare, a vicenda, un conforto che d'ora in poi, senza il loro Saverio, dovranno avere la forza di trovare per sopravvivere al loro immenso dolore.
Fabrizio Frulloni appoggia la sua fronte alle sue mani come se volesse sostenere il peso di un dolore che non ha spiegazioni, non ha consolazione.«Saverio è stato un dono – dice don Fabio - Un dono per i suoi genitori, per gli amici, per i parenti ed anche per me che l'ho conosciuto». La perdita di un figlio non si può spiegare, sopravvivere a un figlio che muore a 23 anni è qualcosa di innaturale. In alcuni casi, per i credenti, viene in soccorso la fede. A questa fa appello don Fabio che precisa come «Dio non ci abbandoni mai nemmeno nella morte. Così – dice dal pulpito – Saverio che era un dono per noi lo era anche per Dio che gli aveva dato la vita. Adesso Saverio ha incontrato il Padre ed ora, conoscendolo, sarà lì che pregherà perché i suoi genitori, la sua famiglia sia in grado di sopportare questo grande vuoto lasciato dalla sua scomparsa». La funzione volge al termine e la bara di Saverio dopo la benedizione si avvia verso l'uscita. Ad attenderlo tante persone che non sono entrate in chiesa ma che sono lì.
Un gran silenzio avvolge il paese nell'attesa che il feretro esca da san Leonardo. La bara esce e viene carica nel carro funebre. I genitori, sul sagrato, ricevono il saluto degli amici. Da lì, da quella chiesa parte il corteo funebre e Fabrizio e Maria Rosa, abbracciati, stretti l'uno all'altro seguono l'auto che porterà Saverio alla sua ultima dimora. Insieme, vicini tutti e tre per l'ultimo viaggio del loro unico figlio.
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