Finanza
«Regionali, risultati disastrosi»
Noi per l’Argentario: «Troppa sfiducia, auspichiamo un cambio di rotta»
MONTE ARGENTARIO. A “bocce ferme” il gruppo Noi per l’Argentario fa un’analisi del voto delle regionali. «Il Comune ha espresso chiaro un concetto - scrive Antonella Poggioli - sfiducia alla politica e a chi si era messo in gioco per rappresentarla. I due candidati Silvia Ferrini e Umberto Amato, attualmente in forza alla maggioranza di Cerulli (che vede reiterarsi la sconfitta, personale prima che politica, delle europee) hanno totalizzato sommando i loro voti meno di 500 preferenze. L’altro candidato, Marco Sabatini che ha svolto 5 anni il mandato di vicepresidente della Provincia, ha avuto 482 voti. Queste 3 candidature “forti” non sono riuscite a portare ai seggi gli elettori in quanto l’affluenza è stata tra le più basse della provincia. Solo il 37% degli aventi diritto è andato a votare; quasi due persone su tre sono andate al mare. Non ci vediamo nulla di positivo ed esaltante. Il risultato dovrebbe farci interrogare tutti sull’incapacità politica, dimostrata negli ultimi anni anche a livello locale e provinciale, di coinvolgere la popolazione nelle scelte di governo e condividere i percorsi che toccano gli interessi del territorio. Non esiste un’altra lettura di questi dati elettorali, a meno di non voler scadere nel personalismo e nella demagogia. Voremmo tranquillizzare l’ex vicepresidente della Provincia che il nostro ruolo di consiglieri di opposizione, purtroppo spesso limitato a quello di vigilanza e controllo dell’operato della maggioranza, lo svolgiamo con scrupolo e spesso prendendo decisioni impopolari. Ci dispiace che la stessa coerenza politica non abbiamo ravvisato nelle sue politiche di governo quando aveva la possibilità, visto il suo ruolo, di intervenire nelle decisionidel territorio. Auspichiamo che questa disastrosa tornata elettorale sia l’inizio di un cambiamento di mentalità negli elettori e di una volontà di rinnovamento del vecchio modo di intendere la politica fatta di compromessi e distanza dalle esigenze dei cittadini».
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