Il Tirreno

Grosseto

Predatori e greggi protagonisti all’Expo di Milano

di Fiora Bonelli

I problemi degli allevatori raccontati da Fernando Tizzi Il pubblico lo avvolge con un applauso commosso

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SATURNIA. Anche le pecore entrano all’Expo e senza predatori al seguito. Ne ha parlato un pastore doc di Saturnia, in una conferenza prevista fra le manifestazioni della vetrina toscana a Milano e il video sarà trasmesso sul sito di Maremma.Tv, che col partenariato scientifico di Nomisma, organizza l’angolo culturale del padiglione fuori Expo della regione Toscana, ai Chiostri dell’Umanitaria di Milano, in uno spazio che si è voluto chiamare “Il dominio delle idee”. Tutti i giorni, dunque, conferenze sui temi maremmani e amiatini, fra cui, il 5 giugno, era in agenda l’appuntamento a cui il pastore Fernando Tizzi di Saturnia, ha partecipato. Titolo: “Madre Maremma. La terra come macchina produttiva. La sua cura e le sue regole. L’uso delle tecnologie. La natura non può essere del tutto naturale”. Su un tema di così grande attualità, cioè il limite della naturalità della natura e il limite dell’intervento dell’uomo, si sono cimentati vari relatori: Carlo Santarelli presidente caseificio di Manciano, Lorenzo Corino, agronomo, Mauro Fumagalli, casa dei pesci, Salvatore Giordano, ingegnere ambientale e, appunto, Fernando Tizzi, pastore. Lo ha invitato e pregato di andare al fuori expo, Richard Harris, un inglese adottato da Manciano, responsabile di Maremma.tv, che lo ha conosciuto tempo fa ed è rimasto affascinato dalla sua carica passionale e dalla sua filosofia e cultura. Pastore e grande comunicatore, Tizzi, non ha esitato un attimo e si è fatto catapultare dai suoi pascoli di Usi in pieno centro metropolitano. Ai Chiostri, gli hanno fatto un’accoglienza principesca, tanto che per scaldarsi la voce, la sera precedente al convegno, Tizzi è stato invitato da Mauro Chechi, anch’egli invitato all’Expo, a improvvisare due ottave, ricevendo applausi a scena aperta. Poi venerdì mattina, al convegno, dopo che ha parlato a lungo, c’è stato pure chi lo ha abbracciato, incantato dalle sue parole. Ma cosa è andato a dire un pastore all’Expo? «Ci sono andato - dice - per parlare della dannazione dei predatori e del bisogno assoluto di levarli dai nostri pascoli. Questo è il motivo. Il nostro sistema culturale maremmano ha delle regine. Sono le pecore, un vero e proprio laboratorio mobile che non solo dà latte, lana e carne, ma rigenera la terra dove saranno coltivati i cereali. Una vera e propria macchina nobile, indispensabile alle nostre terre. Se si sa questo, si conoscono i paletti della cultura dell’allevamento e si comprende subito che togliere le pecore dalla Maremma e dall’Amiata è distruggere la stessa capacità di vita di questi territori. Dunque è inverosimile pensare a convivenze fra pecore e lupi. Il lupo è un costo per il gregge e il pastore ma per tutta la collettività e va tolto di mezzo. Per non togliere il lupo si pretendono reti che sono lager e cani che stanno infestando tutta la Toscana. Decisioni assurde e incomprensibili. Questo ho detto e per questo messaggio da comunicare sono andato all’Expo. Infatti il mio intervento, come quello di tutti gli altri sarà inserito nel sito di Maremma.tv e andrà a giro per il mondo. Ecco, io voglio proprio questo. Che tutti sappiano quale è la vera cultura maremmana, le nostre radici, le nostre tradizioni e voglio che si sappia che in questa terra i predatori non possono stare. E adesso? Ripartirò venerdì sera, sabato devo essere al mio posto, dalle mie pecore».

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