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la tragedia di saverio frulloni

Manciano sotto choc: «Non si può morire a 23 anni». Eseguita l’autopsia

Manciano sotto choc: «Non si può morire a 23 anni». Eseguita l’autopsia

GROSSETO. «Non si può morire a 23 anni», sussurra un giovane mancianese sconvolto. Il giorno dopo la tragedia, nel borgo delle colline del Fiora regnano un senso di profondo dolore e choc. Ieri...

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GROSSETO.

«Non si può morire a 23 anni», sussurra un giovane mancianese sconvolto. Il giorno dopo la tragedia, nel borgo delle colline del Fiora regnano un senso di profondo dolore e choc.

Ieri mattina la comunità mancianese si è risvegliata turbata per la notizia della morte di Saverio Frulloni, il compaesano di 23 anni trovato senza vita a Grosseto nell’abitazione di un amico. A scoprire il corpo senza vita di Saverio è stato - la mattina di giovedì 4 giugno in via degli Oriazi, nel quartierd di Barbanella - proprio colui che lo ospitava e che ha dato l’allarme avvisando il 118 con una chiamata purtroppo tardiva. Quando i soccorritori sono arrivati infatti, intorno alle 10,20, per il giovane mancianese non c’era più niente da fare. Che cosa abbia procurato la sua morte saranno le indagini a stabilirlo. Ieri mattina è stata compiuta all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto l’autopsia sul cadavere disposta dal magistrato di turno, il sostituto procuratore Salvatore Ferraro, e volta ad accertare le cause del decesso.

Spetta agli uomini della Squadra Mobile il compito di appurare che cosa sia accaduto quella notte, a quando risalga esattamente la morte, che cosa sia stata a provocarla e perché, insomma, una semplice serata tra amici sia sfociata in una tragedia assurda costata la vita a un ragazzo.

Manciano, intanto, si è risvegliata sotto choc. Giovedì la notizia ha preso a circolare nel pomeriggio per le vie del borgo lasciando la cittadina incredula. La famiglia di Saverio Frulloni è conosciutissima. I genitori, Fabrizio e Maria Rosa, abitano in una casa in campagna. «Persone perbene - così le descrive un mancianese doc di 28 anni, maggiore di 5 anni di Saverio - Manciano è una comunità compatta e tutti più o meno ci conosciamo. Io e lui abbiamo giri di amici diversi ma la notizia mi ha addolorato. L’ho incontrato pochi giorni fa per strada: non l’avevo visto per molto tempo e quando l’ho incrociato era tranquillo, era appena tornato dalla Spagna». Saverio amava viaggiare. E da più persone è descritto come «uno che amava stare in giro, spesso fuori Italia. Era anche uno che si faceva voler bene da tutti, un ragazzo normale: non era un problema essergli amico. A lui come alla sua famiglia, fatta di persone discrete e riservate. Sicuramente è una grande tragedia che colpisce tutti noi: non si può morire così giovani». (el.gi)

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di Redazione web