Il dolore
Stazione, ecco le novità della variante
Dopo le osservazioni al progetto di riqualificazione il palazzo del Fiora risulta più alto e al terminal ci sarà la biglietteria
GROSSETO. Il palazzo che ospiterà la sede unica dell’Acquedotto del Fiora sarà un po’ più stretto e un po’ più alto, fino a otto piani. E, prima che sia costruito, dovranno essere terminati i lavori per la nuova stazione degli autobus, lì accanto, con annessa biglietteria. Ci saranno anche delle centraline elettriche per la ricarica delle auto e l’area di intervento passa dai 24.852 metri quadrati iniziati a 15.589, divisi in due unità.
Con queste novità approda oggi in commissione consiliare la variante urbanistica per il rifacimento dell’area della stazione ferroviaria di Grosseto, ovvero piazza Marconi e l’ex scalo merci. Una variante che, dopo questo passaggio, dovrà affrontare il vaglio del consiglio comunale, ultimo e definitivo step, che dovrebbe tenersi a metà giugno.
Se i consiglieri l’approveranno, come è altamente probabile che sia – visto che hanno già adottato quest’atto lo scorso ottobre – potrà partire la seconda tranche di interventi nell’area della stazione di Grosseto dove, al momento, il Comune ha già messo mano alla viabilità, realizzando una nuova rotatoria e un pezzo di strada avviato verso l’ex scalo merci.
Proprio l’ex scalo merci sarà il cuore dell’intervento, che è stato modificato rispetto alla prima stesura dopo che il Comune ha ricevuto le osservazioni, come prevedono le norme in materia urbanistica, e ha integrato nel progetto quelle ritenute ammissibili.
Queste variazioni sono state presentate ieri in conferenza stampa dall’assessore all’urbanistica del Comune di Grosseto, Giancarlo Tei, insieme alla funzionaria dell’ufficio urbanistica, Elisabetta Frati. Alla conferenza erano presenti anche due consiglieri di minoranza, Massimo Felicioni (Grosseto oggi) e Luigi Colomba (Buongoverno socialdemocrazia).
Il progetto prevede che nell’ex scalo merci il Comune realizzi il terminal degli autobus, un parcheggio e, novità derivata dalla variante, una biglietteria. Nella zona sorgerà anche il nuovo palazzo dell’Acquedotto del Fiora, mentre piazza della stazione sarà completamente pedonale, ripavimentata e con alcune zone verdi.
La prima novità introdotta con la variante deriva dall’osservazione della Tiemme, l’azienda di trasporto pubblico, che ha chiesto di realizzare uno spazio più idoneo per la biglietteria e l’accoglienza nell’ambito del servizio della mobilità pubblica. Insomma, di realizzare una biglietteria nel terminal bus. «È abbastanza incomprensibile che non sia stata prevista prima», si lascia scappare Tei. L’osservazione è stata accolta.
La seconda novità riguarda l’edificio che ospiterà l’Acquedotto. Inizialmente era previsto che la facciata che darà su piazza Marconi fosse a filo, più o meno, dell’attuale muro dello scalo merci. In questo modo, però, è stato osservato che il palazzo avrebbe in parte coperto la facciata della stazione, un edificio basso e vincolato. L’urbanistica ha quindi deciso di spostare la nuova costruzione verso la zona destinata al terminal bus e, per non togliere spazio a quest’ultimo e mantenere la stessa cubatura, il risultato finale è che sarà più alt del previsto. «Otto piani – spiega Tei – che sono comunque meno rispetto al palazzo dell’hotel lì accanto».
Il progetto del nuovo palazzo ancora non c’è. Quello che si vede nel rendering è solo l’ingombro. «Acquedotto del Fiora potrebbe anche decidere di non farlo, anche se ci risulta che abbiano l’intenzione di partire – spiega Tei – comunque a noi interessa che prima sia realizzato il terminal e poi questo palazzo. Il nostro obiettivo è preservare i servizi. Per questo abbiamo posto un preciso vincolo».
La variante ridefinisce anche il perimetro dell’area di intervento con una diminuzione della superfici che passa da 24.852 metri quadrati a 15.589 metri quadrati. «Poiché è già stata oggetto di intervento – spiegano i tecnici – l’area del piazzale di fronte alla stazione non è più calcolata nel progetto». Restano, nel progetto, la realizzazione di piste ciclabili e la sistemazioni degli arredi urbani.
«Il progetto di riqualificazione dell’area della stazione – spiega Tei – permetterà una riqualificazione urbanistica di tutta l’area e riguarderà anche quel che si farà all’ex Garibaldi, che è lì vicino».
La variante, come detto, arriverà stamani in commissione consiliare; solo a quel punto sarà possibile iscriverla all’ordine del giorno del consiglio comunale perché affronti il voto del consiglio comunale.
«Ho chiesto che il consiglio venga convocato entro metà giugno, massimo 20 giugno – spiega l’assessore Tei – ma non oltre. Nella stessa seduta, infatti, vorremmo portare in consiglio anche la variante al piano di classificazione acustica con diciannove nuove aree. Ovvio che servirebbe approvarlo entro l’estate».
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