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Sagra sfrattata, il Tar dà ragione al Comune

Sagra sfrattata, il Tar dà ragione al Comune

CAMPAGNATICO. Il Tar di Firenze dà ragione al Comune di Campagnatico: l’Associazione festeggiamenti di Arcille, secondo i giudici, non ha i requisiti per avere assegnato gratuitamente l’immobile dove...

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CAMPAGNATICO. Il Tar di Firenze dà ragione al Comune di Campagnatico: l’Associazione festeggiamenti di Arcille, secondo i giudici, non ha i requisiti per avere assegnato gratuitamente l’immobile dove da anni svolge le sue attività. Questa concessione può essere frutto solo di una deroga al regolamento comunale e presuppone un procedimento da attivarsi su iniziativa della giunta municipale «che – scrive il Tar – non risulta essere stato promosso».

Così, il 3 giugno, la terza sezione (giudici Maurizio Nicolosi, Riccardo Giani e Raffaello Gisondi) ha messo un primo punto fermo nella vicenda che, dopo anni, ha scombussolato i piani del Comitato, vicinissimo a Elismo Pesucci.

Dall’ex sindaco l’associazione aveva ottenuto l’uso gratuito e perenne di un locale di proprietà del Comune, dove organizzava feste, spettacoli, cene e la celebre sagra di Arcille. Così era stato per sedici anni e lo sarebbe stato per altri ventidue (tanto durava la concessione) finché il nuovo sindaco, Luca Ricciardi, ha deciso di dire basta a questo e a tutti gli altri casi simili. E, partendo proprio da Arcille, ha cancellato le disposizioni date da Pesucci.

Il 23 gennaio il consiglio comunale presieduto dal sindaco Luca Ricciardi – assenti i consiglieri di minoranza Manuel Ciarpi e Catia Galeazzi, che hanno raccolto l’eredità di Pesucci, e Cristian Annoli della maggioranza – ha annullato la delibera del 2007 che dava l’edificio in concessione gratuita per trent’anni al Comitato, che ci fa la sagra e altre attività. A marzo la polizia municipale ha negato l’autorizzazione a fare intrattenimento e l’Unione dei comuni dell’Amiata ha ritenuto inefficace la Scia presentata dall’associazione per preparare e somministrare alimenti.

Il Comitato ha fatto ricorso al Tar contro la delibera del consiglio comunale del 23 gennaio, accusando il Comune di «accanimento» e di «persecuzione, forse per antipatie politiche o personali» e chiedendo controlli anche per le altre associazioni. L’ex sindaco Pesucci ha sempre difeso il suo operato dicendo che «non ci sono norme che impediscano di dare un bene gratuitamente per trent’anni». Come altrettanto fermo nella propria linea si è sempre dimostrato il sindaco Ricciardi.

Che ora incassa una prima vittoria. Il Tribunale amministrativo regionale dà ragione al Comune e condanna l’Associazione festeggiamenti di Arcille a pagare 2.000 euro di spese.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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