Accoltellamento, l’accusa è tentato omicidio
Oggi la decisione sulla convalida del fermo del giovane marocchino dopo la lite vicino al Sacro Cuore
GROSSETO. La descrizione precisa di un testimone, la conoscenza del territorio e del suo sottobosco di piccoli criminali e l'intuizione investigativa hanno consentito agli agenti della squadra mobile della questura di Grosseto di venire a capo, in poche ore, della vicenda dell'accoltellamento avvenuto nel pomeriggio di lunedì scorso nei pressi della basilica del Sacro Cuore.
Il giovane finito in carcere con l'accusa di tentato omicidio, per aver sferrato una coltellata all'addome di un altro giovane di 26 anni, di nazionalità cubana, è un marocchino coetaneo della vittima, sbarcato a Lampedusa nel 2013, e finito nei guai con la giustizia sia per aver fornito un nome falso al momento dello sbarco, quando si era spacciato per tunisino, e successivamente anche per porto abusivo di armi, immigrazione clandestina, spaccio di stupefacenti e resistenza pubblico ufficiale. Si chiama Mohamed Ben Said. La vittima delle coltellate è Ramses Josè Jimenez Napoles.
Una lite, quella di lunedì scorso, scoppiata per motivi futili: uno sguardo non gradito – forse non il primo – da parte del giovane cubano e un'escalation di violenza culminata con una coltellata al fianco, fra il torace e l'addome che il marocchino ha assestato all'avversario. Alla scena ha assistito un cittadino dallo spirito di osservazione particolarmente allenato, che ha fornito una descrizione della coppia e gli agenti della squadra mobile, conoscendo il territorio e acquisendo tutta una serie di informazioni, sono arrivati al nominativo di una ragazza, che risultava segnalata – era stata arrestata per spaccio di droga nel 2013 – e che aveva caratteristiche simili a quella descritta dal testimone.
Risultava, poi, che di recente fosse stata fermata per un controllo e fosse proprio in compagnia di un giovane marocchino che aveva caratteristiche compatibili con la descrizione dell'accoltellatore. I poliziotti sono andati nel quartiere Barbanella, nella zona in cui abita la giovane, e intorno alle 22 hanno trovato la coppia e hanno portato ambedue in questura. La ragazza, di fronte all'evidenza dei fatti, ha ammesso di essersi trovata sul posto dell'accoltellamento e, successivamente, ha anche guidato i poliziotti al ritrovamento del coltello utilizzato dal suo compagno. Al termine di tutti i riscontri, prima della mezzanotte, il ragazzo è stato fermato per tentato omicidio e portato nel carcere di Grosseto, dove ieri mattina è stato interrogato dal gip Marco Bilisari nel corso dell’udienza di convalida. La decisione il giudice sarà depositata questa mattina.
Enrico Pizzi
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