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Grosseto

fotovoltaico negato

Richiesta danni: «Siamo tranquilli»

Richiesta danni: «Siamo tranquilli»

La Provincia: «Non volevamo tappezzare di pannelli la Maremma»

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GROSSETO. «Siamo tranquilli. La vicenda è ancora lontana da definirsi e il fatto che l’azienda non abbiamo realizzato l’impianto fotovoltaico, una volta avuta l’autorizzazione, è dirimente».

Emilio Ubaldino, direttore generale della Provincia di Grosseto e dirigente dell’area Ambiente, ha parole tranquillizzanti per i contribuenti, dopo la notizia di un’azienda agricola di Castiglione della Pescaia che, vistasi negata l’autorizzazione a costruire un impianto fotovoltaico, ha fatto causa all’ente e chiede un risarcimento tra i 4 e 5,5 milioni di euro.

La notizia è arrivata ieri da Firenze, e in particolare dal Tar, a cui si è rivolta la titolare, Antonella Meattini, per avere risarciti i mancati guadagni e i mancati incentivi statali, all’epoca previsti per chi costruiva questi impianti. Secondo il perito del Tar il mancato guadagno si aggira sui 200.000 euro. Per la Provincia la cifra va dimezzata ma per l’azienda il calcolo porta a una stima di molto superiore.

Il collegio dei giudici non ha emesso sentenza ma ha chiesto al perito di rifare i conteggi sulla base di nuovi elementi presentati dall’azienda. Se ne riparla dunque tra tre mesi, il tempo concesso al perito per giungere a una conclusione.

Nel frattempo? In Provincia il dg si mostra per nulla preoccupato. «Era l’epoca degli incentivi statali e della corsa al fotovoltaico in tutta Italia – ricorda Ubaldino – e avevamo moltissime istanze in tutto il territorio, anche per impianti di 40, 50 ettari. Capitava anche che lo stesso soggetto facesse domanda per lo stesso impianto in più territori. La Provincia non poteva permettere che la Maremma venisse tappezzata di pannelli fotovoltaici». Nel caso dell’azienda castiglionese l’autorizzazione fu negata.

«Per salvaguardare il territorio – spiega il direttore generale – facevamo di volta in volta una valutazione dell’impatto». La legislazione all’epoca non era un esempio di chiarezza. «A un certo punto – spiega Ubaldino – il legislatore nazionale chiarì che questi impianti dovevano essere fatti in modo automatico, senza una valutazione a livello locale. Adesso, invece, è tutto cambiato».

Il Conto energia, quello che una volta rendeva ultraremunerativo trasformare un campo di grano in una distesa di pannelli, ora non rende più l’affare così allettante. E la corsa al fotovoltaico si è fermata.

Resta, per Grosseto, il punto interrogativo sulla richiesta di risarcimento. E se non fosse l’unico?

«Non risultano altre richieste danni di questo tipo alla Provincia – conclude il direttore Ubaldino – e, ripeto, anche su questa richiesta non siamo preoccupati. Il Tar, tra l’altro, ha già dato un giudizio anche di valore riconoscendo il comportamento colpevole della ricorrente che, ottenuta l’autorizzazione, non ha costruito l’impianto». (f.f.)

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