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Costi, condomini, censimento e lo strano caso di via Segni

GROSSETO. Primo: non si paga l’acqua ma il servizio. Secondo: chi ha un giardino o un orto alimentato da un pozzo comunale ha l’obbligo di pagare. Terzo: alcuni pozzi non sono né privati né comunali....

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GROSSETO. Primo: non si paga l’acqua ma il servizio. Secondo: chi ha un giardino o un orto alimentato da un pozzo comunale ha l’obbligo di pagare. Terzo: alcuni pozzi non sono né privati né comunali. Come ci si comporta?

Cosa e quanto si paga. Al momento il Comune ha stabilito un costo forfettario di 35 centesimi a metro quadro di giardino, con un tetto di 500 euro e una quota fissa di 20 euro. «Non si paga il consumo dell’acqua – precisa l’assessore Giuseppe Monaci – ma la costruzione, la manutenzione, la corrente e così via. Oggi il prezzo è forfettario ma appena Sistema avrà installato i contatori si pagherà in proporzione al consumo».

La riduzione. Secondo la delibera di giunta 199 del 19 maggio chi ha l’acqua per meno tempo rispetto a prima pagherà meno in proporzione al minor servizio. «Ad esempio a Casalecci – spiega Monaci – abbiamo dato l’acqua ai privati un giorno sì e uno no perché era scarsa, perciò qui è prevista la riduzione. Per usufruirne, però, bisogna che i cittadini si autocensiscano».

Questione condomini. Al censimento risultano 850 utenze regolarizzate. In realtà dietro ogni utenza ci sono decine di utilizzatori. Si pensi a un condominio dove la quota è pagata da tutti i condomini. A chi spetta mettersi in regola? «Molti amministratori di condomini ci hanno dichiarato l’esistenza di un giardino condominiale – spiega Monaci – ma non ne hanno indicato le misure. A fronte di questa reticenza ricordo che pagare questo servizio è un obbligo di legge».

Il caso di via Segni. Ci sono poi situazioni al limite del paradosso, dove i pozzi sono ancora in carico ai lottizzanti: se c’è un disservizio è inutile lamentarsi e non ci si può nemmeno mettere in regola. «È il caso della zona di fronte all’ospedale, delle nuove case lungo viale Uranio e in parte della zona del Pizzetti», spiega Gabriele Fusini, presidente di Sistema.Proprio qui, in via Segni, quest’anno l’acqua arriva quando la mattina presto, quando la sera tardi, o anche in mezzo alla giornata, o manca per giorni, senza preavviso e senza una pianificazione degli orari. Un rompicapo per chi deve annaffiare. «In via Segni – spiega Fusini – Sistema ha preso in carico solo le utenze dei numeri pari e vi eroga l’acqua alle 7 e alle 19. Per quelli dispari il pozzo è ancora in carico ai lottizzanti; loro decidono quando dare l’acqua. Il collaudo, mi dicono, è fatto e stanno ultimando i documenti. La consegna al Comune, e poi a Sistema, dovrebbe avvenire a breve».

Come mettersi in regola. Per regolarizzarsi basta andare all’ufficio Manutenzioni, via Gramsci 6, lunedì-venerdì, 8.30-12.30 e, solo martedì e giovedì, 15-17; 0564 488670; pozzi@comune.grosseto.it, con documento d’identità e codice fiscale. (f.f.)

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