Attenzione
Botte alla mamma 70enne Donna rinviata a giudizio
GROSSETO. Nell'agosto dell'anno scorso il giudice l'aveva messa in carcere. Adesso rimane per lei il divieto di avvicinarsi alla madre, settantenne. Perché l'accusa è proprio quella di aver...
GROSSETO. Nell'agosto dell'anno scorso il giudice l'aveva messa in carcere. Adesso rimane per lei il divieto di avvicinarsi alla madre, settantenne. Perché l'accusa è proprio quella di aver maltrattato la madre. E non una volta sola: "condotte reiterate nel tempo", si legge nell'accusa. La più grave il 19 agosto. E così una cinquantenne abitante nell'entroterra collinare dovrà comparire davanti al giudice. Il gup Marco Bilisari ha accolto la richiesta di processo e ha fissato la prima udienza per il mese di ottobre, davanti al giudice De Vincenzi.
Percosse, spintoni fino a farla cadere e sbattere la testa (come nel caso del 19 agosto - trauma al torace e alla spalla, lesioni personali giudicate guaribili in cinque giorni), ingiurie, diffamazione davanti a terze persone, minacce. Ma anche la contrazione di debiti che la madre avrebbe poi dovuto onorare. Sono queste le imputazioni che la Procura rivolge alla donna, assistita dall'avvocato Silvia Pellegrini di Siena. Accuse dalle quali l'imputata si è difesa già nel corso dell'incidente probatorio che si è svolto nei mesi passati e che ha comunque accertato la capacità di intendere e di volere della donna. In quella sede e nel corso dell'udienza preliminare non hanno trovato ingresso le critiche mosse al perito nominato dal gip, ritenute «irrilevanti»; anche perché, nota il giudice, il consulente dell'imputata ha concluso stabilendo che la donna «non presenta alcuna psicopatia in atto e pregressa». Sarà eventualmente in dibattimento che l'imputata potrà proporre la propria attendibilità nei confronti di fatti che il giudice ritiene adesso secondari rispetto al complesso, più grave, delle imputazioni. Sarà in dibattimento che saranno riscontrate le dichiarazioni raccolte in fase di indagini, dichiarazioni che allo stato - ed è questo che interessa all’udienza preliminare - sembrano trovare conferma indiretta nel comportamento dell’imputata descritto dalle forze dell’ordine intervenute nel corso degli anni. Perché la condotta, appunto, avrebbe avuto un arco temporale prolungato.
(p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google