Il Tirreno

Grosseto

Il Pd bussa alla porta della Bramerini

di Gabriele Baldanzi
Il Pd bussa alla porta della Bramerini

Con le dimissioni della Pinzuti si apre la corsa alla segreteria: l’ex assessore regionale può ricompattare il partito

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GROSSETO. Il fatto che Barbara Pinzuti, confermata segretario del Pd grossetano nel novembre 2013, abbia rimesso il suo mandato nelle mani dell’assemblea (annunciandolo via Facebook), apre nuovi scenari per il partito che esprime gli amministratori regionali e da sempre governa la maggior parte dei comuni della Maremma. È stata la stessa Pinzuti, lunedì, in serata, a dirsi disponibile al dibattito e ad accettare «ogni riflessione sul risultato, così da capire tutti assieme come prepararci alle sfide future». E «le valutazioni necessarie», auspicate dalla (ex) segretaria nell’annunciare il passo indietro, i dirigenti del partito sono pronti a compierle. Insomma chi attendeva questo momento da anni, adesso non si farà prendere in contropiede. Ieri abbiamo sentito i due presidenti dei principali organismi del Pd: Franco Ulivieri (il coordinatore della direzione) e Riccardo Vannozzi (presidente dell’assemblea). Posizioni coincidenti su tutto. Venerdì sono già in programma i primi abbocchi per decidere come procedere. «Ritengo – spiega Vannozzi – che prima debba riunirsi la direzione (composta da una settantina di membri, ndr), poi a fine mese convocherò l’assemblea (oltre 260 i dirigenti che ne fanno parte, ndr). Bisognerà ragionare in primo luogo sul risultato maturato in Maremma e poi sulla gestione futura del nostro partito, a cominciare dal nuovo segretario, qualora la Pinzuti non abbia più una maggioranza che la sostiene». Vannozzi è esplicito: «Le elezioni a Grosseto del 2016 richiedono un impegno immediato a chiarire il quadro. Senza equivoci. Bisogna fare tesoro degli errori commessi e mettere a punto un’idea della città e della Maremma che vogliamo. Il nuovo segretario dovrà fare sintesi, superare la diaspora aperta dagli “uno contro uno” degli ultimi anni. E crearsi una squadra. Riequilibrio dovrà essere la parola chiave da ora a settembre. Basta guerre, basta scleri». Poi una battuta sul possibile sostituto di Barbara Pinzuti. «Magari potessimo contare sulla disponibilità di un fuoriclasse come la Bramerini, anche solo per un anno e mezzo (cioè fino al prossimo congresso), ma non credo abbia questa intenzione. Altri nomi non sarebbe giusto farli, perché non è una questione di nomi. Quale impegno posso prendere? Che non perderemo tempo, che non ci sarà caos o vacatio». Anche Franco Ulivieri (a capo della direzione provinciale del Pd) parla chiaro. «Il clima nel Pd grossetano, inutile negarlo, è insalubre ormai da troppo tempo. Io spero che questo sia l’evento elettorale spartiacque, perché non possiamo permetterci risultati negativi alle imminenti elezioni del comune capoluogo. Quando la segretaria decise di candidarsi per la Regione Toscana era prevedibile che sarebbe di nuovo corso il sangue. Oggi quindi non sono sorpreso: non lo sono da queste dimissioni, non lo sono per il risultato bruttarello che abbiamo ottenuto nel confronto con il resto della Toscana». «Credo – prosegue Ulivieri – che sia arrivato il momento di mettersi intorno a un tavolo e ridare le carte, perché gli scenari sono cambiati. E parecchio. Se Anna Rita Bramerini fosse disponibile a impegnarsi nel partito, in questa fase delicata e transitoria, ne sarei felicissimo. Sarebbe la soluzione perfetta. Anna Rita è donna di partito, è equidistante, è carismatica. Ma prima dei nomi vanno fatti i programmi. Ci vuole equilibrio, pazienza, buon senso. E soprattutto, lo ripeto, Grosseto sarà inevitabilmente centrale in tutti i ragionamenti». Ma ci sono anche altre ipotesi, oltre a quella della Bramerini (che più che un’ipotesi è un sogno). Sentendo militanti e dirigenti di partito c’è chi spera nella disponibilità di Massimo Alessandri, chi nella “promozione” dello stesso Vannozzi da presidente dell’assemblea a segretario. E infine una possibilità remota e non auspicabile: Leonardo Marras che non fa l’assessore, la Culicchi che di conseguenza non scatta in consiglio e resta in Maremma. Decisioni che matureranno a fine mese. In questo caso la stessa Culicchi potrebbe impegnarsi nel ruolo ricoperto dalla Pinzuti negli ultimi anni.

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