Il Tirreno

Grosseto

Il borgo rinasce grazie al riciclo

di Ivana Agostini
Il borgo rinasce grazie al riciclo

Il progetto di una designer creativa: a Capalbio gli oggetti abbandonati diventano arredo urbano

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CAPALBIO. Colore, calore, riuso. È questa l’anima del progetto Ri.centro Capalbio, nato da un’idea di Silvia Franci, progettista e decoratrice di interni che ha colto il desiderio dei cittadini, degli artigiani e dei commercianti per dare «nuova vita al centro storico capalbiese». Sotto la spinta di quest’idea alcuni professionisti, chiamati proprio dalla Franci, si sono riuniti per restituire nuova luce - con fiori nei vicoli, colori, decoro urbano, informazioni storiche e architettoniche - al piccolo borgo.

Silvia Franci è partita da una considerazione: cosa trova un turista a Capalbio in inverno, in un giorno in cui magari i ristoranti sono chiusi, gli abitanti scarseggiano e nel castello non si può entrare? Creativa e fantasiosa, la Franci ha pensato a un sistema inedito, ma allo stesso tempo normale. È andata nei magazzini del Comune e le si è aperto un mondo.

Decine e decine di oggetti abbandonati potevano tornare a vivere (anche usati) per una diversa destinazione rispetto a quella per la quale erano nati. Così sono stati studiati e realizzati prototipi utilizzando materiali di recupero trovati nei magazzini del Comune.

Ad aiutare nel progetto Ri.centro è stata la Proloco Burianaccio. E così sono nati oggetti da destinare all’arredo urbano, panchine, fioriere e insegne storiche. «Un modo per far tornare a nuova vita - spiega la Franci – oggetti destinati a giacere in un magazzino».

Grazie alla fantasia di Silvia Franci, Elena Angeloni, Barbara Salani e Nicola Giardi i cosciali di una vecchia panchina dismessa sono stati riutilizzati per creare una nuova panchina inserendo a fungere da seduta e schienale le ante di una vecchia finestra di un podere dell’Ente Maremma. Impreziosiscono il progetto una lastra in cor ten e tre bugne in okume marino con animali tipici maremmani e lo stemma di Capalbio. Ma non finisce qui.

Per la realizzazione di una panchina sono serviti manicotti antincendio scaduti con un ordito ispirato a quello delle vecchie sedie contadine. Silvia Franci ha progettato anche la segnaletica storica e architettonica: ceramiche dipinte a mano da Barbara Salani e Roberta Fabi e rappresentanti immagini di archivio con pillole di storia inserite in vecchi cartelli stradali dismessi. Sempre dal connubio riciclo – ceramica sono nate delle fioriere utilizzando parti dei lampioni stradali a cui sono state aggiunte vasche di terracotta. Dall’asse di un lampione è stata creata una struttura per sostenere una bolla che ospita un microclima tipico del sottobosco maremmano. Un progetto a cui il Comune ha dato solo il patrocinio e un rimborso spese. Ora Ri.centro sta studiano un bando da presentare al Comune per la creazione di due nuove panche artistiche. Il concorso si chiamerà Ri.anima Capalbio e prevederà l’assegnazione di due premi, uno per la Maremma e gli altri per il territorio nazionale. Info sulla pagina Fb di Ricentro.

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