Il Tirreno

Grosseto

Ciao Giovanna, uccisa da una malattia a 39 anni

Ivana Agostini
Giovanni Serrati
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Giovanni Serrati

Disabile fin dalla nascita, con grande forza d'animo era riuscita a condurre un'intensa vita sociale
Il padre, che l'aveva seguita e aiutata sempre, era morto durante l'alluvione del 2012  

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CAPALBIO. “Solare, con un grande cuore e con una buona parola per tutti”. Così gli amici ricordano Giovanna Serrati, morta all'ospedale di Grosseto. Giovanna aveva da poco compiuto 39 anni, era nato l'8 maggio del 1976. A portarla via dai suoi cari, dalle persone che le hanno voluto e le vogliono ancora bene una infezione che ha complicato il quadro clinico di Giovanna di per sé già serio.

La vita di Giovanna, o Giò come lei stessa si era chiamata sul suo profilo Facebook, non è stata facile. Era nata con la spina bifida, una malattia che non le permetteva di camminare e che la rendeva “diversa” dagli altri. Ma la diversità di Giovanna era solo apparente, tanto che lei stessa era molto selettiva nella scelta delle sue amicizie. Non si circondava delle persone tanto per fare numero, ma sceglieva quelle che la apprezzassero per quella che era e non per un qualcosa che fosse legato alla sua malattia. “Ha dato a tutti una lezione di vita – raccontano Antonio e Marusca, due amici della giovane donna -  Giovanna non ha avuto una vita facile sin da bambina. Noi giocavamo a scuola con l'hulahop – racconta ancora Antonio – e lei ci disse che non avrebbe mai potuto farlo quel gioco perché non poteva camminare. Noi – continua l'amico con la voce commossa – girammo intorno a lei quel cerchio perché anche a lei potesse almeno assaporare il gusto di quel gioco”.

Era piccola Giovanna, ma aveva già la consapevolezza che la sua vita non sarebbe stata come quelle degli altri. Per lei le difficoltà sarebbero state sempre maggiori. Ma non si è mai arresa, nemmeno negli ultimi giorni rimanendo aggrappata a una speranza che l'ha guidata per tutta la vita. Faceva la rappresentante per la Avon, aveva lavorato in un ristorante. Insomma, aveva sempre cercato di rendersi utile nonostante la sua disabilità essendo, in questo, un esempio per molti suoi amici.

Come però se la vita con Giovanna non fosse stata già abbastanza dura, un'altra tragedia funestò la sua vita. Il padre, Nino, perse la vita durante l'alluvione del 2012. La sua auto fu travolta e per lui non ci fu scampo. Un evento tragico che segnò molto Giovanna che aveva col babbo un legame speciale. Lui era quello che la portava al lavoro, l'accompagnava ovunque.

Per le elezioni, in genere Giovanna veniva chiamata al seggio elettorale. “L'hanno chiamata anche per le ultime elezioni – dice Antonio – ha rifiutato essendo in ospedale. Era dispiaciuta perché per lei era un momento di contatto con gli altri”.

Giovanna lascia due fratelli e la mamma. I funerali si svolgono mercoledì 3 giugno alle 16.30 a Borgo Carige.

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