Proteste
Niente stipendio, sciopero dei forestali
Dopo i ritardi nel 2014, gli operai dell’Unione dei comuni non hanno la paga da aprile. E domani incrociano le braccia
CASTEL DEL PIANO. Stipendi fermi ad aprile. Tredicesime e premi di produzione non pagati. Gli operai forestali dell’Unione comuni Amiata grossetana, già in agitazione da tempo perché le paghe arrivano non puntuali, domani incroceranno le braccia. Il motivo replica quello di un anno fa, e cioè gli stipendi che non vengono pagati in tempo.
«Siamo fermi agli stipendi di aprile – spiegano Pier Paolo Micci segretario amiatino di Flai-Cgil e Giuliano Bartoli, componente della segreteria sindacale Fai Cisl – niente tredicesima e premi di produzione. Non si capisce perché le altre Unioni, quelle delle colline metallifere e quella del Fiora, paghino regolarmente, anche se con fatica e noi restiamo al palo».
Per questa ragione, se domattina la questione non si sbloccherà, gli operai forestali timbreranno il cartellino, ma poi incroceranno le braccia. «Questa situazione – spiega Micci – è figlia delle pessime condizioni in cui si trova il settore della forestazione. La legge regionale sul riordino delle deleghe, ha attribuito la delega della forestazione ai comuni che la gestiscono in forma associata con l’Unione dei comuni Amiata grossetana. Ma la macchina non funziona. L’anno scorso, quando si era ripresentata la medesima situazione, eravamo indietro di cinque mesi e poi con grandi sforzi, ci eravamo rimessi in pari. Ora siamo alle solite».
Micci precisa alcuni dati. «Bisogna sapere – dice – che il 70 per cento viene pagato dalla Regione e il 30 per cento dagli enti locali. Che paghino con anticipi di cassa ma che paghino. Sappiamo che c’è il patto di stabilità, ma qui ci sono persone senza stipendio che sono più importanti. Ed è anche vero che si lavora su progetti. Ma noi i progetti si fanno e dopo vogliamo riscuotere».
Giuliano Batoli della Fai Cisl aggiunge che «nonostante che da mesi non vengano pagati gli stipendi, gli operai lavorano lo stesso. Ora basta. L’anno scorso la tredicesima fu pagata a luglio. Quest’anno è anche peggio. Siamo fermi ad aprile. O si riesce a gestire come fanno le altre Unioni, o le famiglie continueranno a soffrire. Per questo si è deciso di incrociare le braccia».
«Noi, finora, abbiamo utilizzato gli anticipi di cassa – spiega, dal canto suo, il presidente dell’Unione comuni Claudio Franci – Pagheremo non appena la Regione Toscana liquiderà i progetti, perché gli operai lavorano proprio su progetti. Per favorire questo, fra l’altro, abbiamo siglato un accordo col Consorzio di bonifica per tenere puliti i reticoli idrici dell’Unione. L’Unione si adopera per trovare lavori e appena possibile cercheremo di chiudere la partita e dare agli operai forestali ciò che loro spetta».
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