Il Tirreno

Grosseto

Il tufo contro la nuova geotermia

di Francesca Ferri
Il tufo contro la nuova geotermia

Il progetto Sorgenia preoccupa aziende biologiche e agriturismi. Il 6 giugno incontro a Pitigliano

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SORANO. Nuove barricate si alzano in provincia contro la geotermia delle centrali a ciclo binario. E stavolta sono barricate di tufo.

Aziende agricole, vitivinicole e turistiche, con in testa le associazioni Bioterritorio-Città del tufo e Oro di Maremma, e diverse decine di semplici abitanti di Sorano, Pitigliano e dintorni, insieme al comitato Cittadinanzattiva, si stanno mobilitando per dire no a un triplo progetto di ricerca geotermica che raccoglie tre singoli progetti, Montorio, Poggio Montone e La Grasceta. Il permesso di ricerca, esteso su 160 chilometri quadrati tra i comuni Castell’Azzara, Sorano, Santa Fiora, Piancastagnaio e San Casciano dei Bagni (Siena), Proceno e Acquapendente (Viterbo), appartiene alla società Sorgenia Geothermal srl. Obiettivo della ricerca è trovare liquido geotermico per costruire una centrale elettrica, probabilmente a ciclo binario (al momento è un’ipotesi).

Una di quelle centrali, insomma, che già in altre parti della provincia le popolazioni locali hanno imparato a conoscere, seppur al momento solo sulla carta. Sono diciotto nel Grossetano, infatti, i permessi di ricerca accordati dalla Regione nel 2013 e oggi in essere (durano quattro anni) e non stanno ricevendo il benvenuto da parte degli abitanti.

Dalla Val d’Orcia in giù si formano comitati spontanei di cittadini che non vogliono quelle centrali perché, nonostante non rilascino vapori in atmosfera (come gli impianti storici di Enel Green power sull’Amiata), sono ritenute non prive di pericoli per la salute e l’ambiente, la loro costruzione è vista come il risultato di una speculazione economica che porta incentivi sulle rinnovabili alle società promotrici senza un vero vantaggio per la popolazione, e comunque sono viste come impattanti in territori tradizionalmente vocati all’agricoltura biologica e al turismo. Un impianto può infatti estendersi per un paio d’ettari e ad esso sono collegate tubazioni che si diramano intorno per chilometri verso i pozzi di estrazione del fluido geotermico.

Un’immagine che le aziende associate a Bioterritorio-Città del Tufo (agriturismi, aziende bio di prima eccellenza, fattorie sociali) e a Oro di Maremma (anche qui il meglio nel campo di vino, olio, produzioni locali) non vogliono nemmeno immaginare.

Per capirne di più le due associazioni organizzano l’incontro “Geotermia: quali rischi per la salute e l’ambiente”, aperto a tutti e in programma il 6 giugno alle 17 alla sala Petruccioli in piazza della Repubblica a Pitigliano. Ospiti, i relatori Roberto Barocci del coordinamento Sos geotermia, da anni impegnato contro la geotermia in Amiata, e Maurizio Marchi, responsabile di Medicina democratica di Livorno. Seguirà una degustazione di prodotti locali (dalle 18.30).

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