Sicurezza
Battibecchi e rimproveri, Massa Comune lascia l’aula
MASSA MARITTIMA. All’improvviso il capogruppo Fiorenzo Borelli si rivolge verso i suoi e fa: «io me ne vado». I tre consiglieri allora si scambiano una serie di sguardi. «Ce ne andiamo?». E infine...
MASSA MARITTIMA. All’improvviso il capogruppo Fiorenzo Borelli si rivolge verso i suoi e fa: «io me ne vado». I tre consiglieri allora si scambiano una serie di sguardi. «Ce ne andiamo?». E infine Gabriele Galeotti rompe il ghiaccio: «sì, ce ne andiamo». Allora rimettono in ordine le carte sui banchi e prima di lasciare la sala riaccende per un attimo il microfono, annunciando che «Massa Comune lascia il consiglio dopo le illuminanti parole del capogruppo Flavio Zazzeri», reo di aver replicato all’opposizione con toni, a loro dire, insolenti.
La frase incriminata è: «che la minoranza ci dica come dobbiamo lavorare mi sembra eccessivo, ci sono state delle elezioni e le abbiamo vinte». Punto. Ma tanto è bastato a Massa Comune per abbandonare il consiglio comunale al terzo punto all’ordine del giorno. Ne mancavano ancora dieci: tutte interrogazioni presentate dalla stessa opposizione, ora decadute. Lo strappo arriva al punto numero tre: “Modifica al regolamento comunale per la disciplina degli incentivi e dei compensi”. All’orecchio suona come una semplice formalità per un documento chiamato a disciplinare determinate procedure interne all’ente, tanto più che lo stesso è stato redatto in commissione consiliare. Ma è proprio questa il nodo della discordia. Galeotti chiede d’intervenire: «eravamo rimasti che dovevamo vederci nuovamente, ma non è stata più convocata». Interviene allora la consigliera di maggioranza Stefania Cionini, che fa notare che se ci fossero state delle proposta di modifica al regolamento dovevano essere inviate via mail, così come chiesto dal presidente della commissione. Ma il consigliere di Massa Comune va convinto per la sua strada e si rivolge alla stessa Cionini: «si lavora non da una parte sola ma anche con le proposte della minoranza, cara mia». A questo punto prende la parola Zazzeri e il resto è storia: la civica abbandona la sala, il consiglio va avanti e approva il regolamento.
«Non ci stiamo ad abbassare il dibattito a livelli condiminiali» dice il capogruppo Pd il giorno dopo. «Questi sono atteggiamenti provocatori che fanno perdere un sacco di tempo a tutta la macchina comunale – dice il sindaco Marcello Giuntini prima di sciogliere la seduta – Nelle altre commissioni maggioranza e opposizione lavorano in totale armonia. Dovrebbero essere prese come esempio». (a.f.)
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