Il Tirreno

Grosseto

L’insolita campagna in spiaggia dei 5 Stelle

di Alfredo Faetti
L’insolita campagna in spiaggia dei 5 Stelle

I candidati a Cala Violina per ripulire l’arenile. Negata l’ispezione all’inceneritore: «Impossibile la convivenza con il turismo»

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SCARLINO. Il viterbese Massimiliano Bernini è il più spontaneo. È a metà della scalinata in terra che dalla macchia mediterranea scende fino alla spiaggia quando alza gli occhi verso il mare e fa: «Ragazzi, ma perché non veniamo sempre a fare la campagna elettorale in Toscana?».

Il resto del gruppo pentastellato intanto è già sparso su quella sabbia che un tempo suonava: il fiorentino Emanuele Cozzolino si è già tolto le scarpe, mentre la milanese Paola Carinelli scuote lentamente la testa sussurrando: «che meraviglia». I dodici parlamentari del Movimento 5 Stelle sono estasiati e si guardano intorno mentre una folla di turisti tedeschi e svizzeri in costume da bagno guarda loro ancor più incuriosita da quelle camice infilate dentro i pantaloni. Gli unici a rimanere (quasi) impassibili sono i candidati in corsa: c’è l’aspirante governatore Giacomo Giannarelli, che non si stacca di raccogliere vecchie cicche con il suo retino, il giovane Ugo Rossi e lo scarlinese Marco Mazzei, che spiega ai membri del Movimento i problemi legati alla scomparsa della posedonia oceanica e le ricadute in chiave di erosione costiera. «Ciao, siamo qua a Cala Violina, una delle spiagge più belle della Toscana, una delle più belle d’Italia e del mondo» dice Giannarelli ai video della sua troupe che subito li pubblica su Facebook. «È pulitissima, tranne che per le sigarette – continua – Allora un appello ai fumatori: portate via le cicche».

L’idea degli organizzatori della giornata a Cinque Stelle era proprio questa, mettere in netta contrapposizione l’immagine di due Toscane: quella negativa del Casone, dove s’inquina senza regola, e quella positiva di Cala Violina, un faro per il turismo. La folta delegazione grillina, composta dai candidati e da parlamentari vari arrivati da tutta Italia (buona parte da Roma, ma anche da Venezia e Asti, dove si svolgono altre attività elettorali) parte proprio dalle aziende della piana industriale. Due gli appuntamenti: uno alla Tioxide e uno all’inceneritore. Il primo si concretizza, con tanto di colloquio con lavoratori e amministratori, il secondo invece no. «Come parlamentari abbiamo chiesto di poter fare un’ispezione a Scarlino Energia, ma ce l’hanno negata» dice Giannarelli. D’altro canto, l’impianto è chiuso. «Ma potevamo comunque fare un’ispezione se accettavano la nostra proposta» continua il candidato. Con la Tioxide comunque è andata meglio: «Ci hanno assicurato la massima attenzione su scarti ed emissioni, su cui dice di controllare anche l’Arpat. Ma il problema è l’inceneritore» continua Giannarelli, che però vuol mettere subito in chiaro le cose: «Una realtà industriale simile può convivere con il turismo e le eccellenze come le Bandite. Non potendo ripartire dal manifatturiero, dove verremmo mangiati dalla Cina, da dove possiamo ripartire? Dal turismo, ad esempio. Dalle filiere per i prodotti. Insomma, dalle eccellenze». Concetto che esprime nel parcheggio di Pian d’Alma, alle porte del bosco che conduce alla spiaggia. Ad attenderli, c’è l’assessore all’Ambiente Luca Niccolini (Pd), invitato da Mazzei in quanto padrone di casa (dato che ha la delega alle Bandite). Saluti, di nuovo due battute sull’inceneritore e poi tutti i delegati Cinque Stelle allora afferrano un cestino e imboccano il sentiero. L’intenzione era quella di raccogliere la sporcizia dalla macchia e dal litorale, ma Cala Violina e dintorni sono puliti. Certo, cartacce e cicche non mancano mai e guai per Giannarelli saltarne una. «Plastica» e indica in terra. «Dai ragazzi, siete distratti. Raccogliete». Ma buona parte dei parlamentari ha già fiutato il mare ed è un pezzo avanti. L’aspirante governatore allora fa da sé. «In questo paradiso è un peccato che ci sia anche soltanto una cartaccia» dice. Annuisce anche Niccolini.

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