Finanza
Giovani e alcol, il consumo è in aumento
Dai familiari agli enti locali: alla Santa Famiglia dibattito (con cena) per cercare le giuste forme di comunicazione
GROSSETO. Quattro ore di dibattito (cena compresa), alla parrocchia della Santa Famiglia di Grosseto, per parlare del complicato rapporto tra giovani e alcol. Dalle 17 alle 21 di oggi i medici del centro alcologico territoriale, alcune associazioni di ambito e il gruppo ‘Giovani’ di Arci Gay Grosseto affronteranno questo tema di stringente attualità, «in un momento in cui le generazioni adulte - parole di Giuseppe Corlito, responsabile scientifico del centro di documentazione per gli stili di vita sani di Grosseto - hanno ridotto i loro consumi di alcol, ma proprio i giovani, dai 15 ai 25 anni, li stanno aumentando».
L'iniziativa racconta tutto nel titolo-slogan: "Giovani vs alcol". Ma perché accade? E perché proprio nella nostra città, che ha uno dei tassi più bassi di forti bevitori della Toscana, mentre presenta tra i giovani il tasso più elevato di “binge drinking”? La problematica dello sballo da alcol - cioè dovuto all’assunzione di almeno sei unità standard di bevande alcoliche in 2-3 ore (questa l’unità di misure delle sbornie) – riguarda prima di tutto le famiglie, dove la comunicazione è sempre più difficile.
Secondo il dottor Corlito «non servono messaggi terroristici, che anzi possono avere effetti controproducenti, una sorta di invito al proibito«. A pensarla così è anche il Ministero della Salute, che per una corretta politica di prevenzione dei problemi correlati all’alcol sta cercando il canale giusto della comunicazione. «La nostra iniziativa – prosegue il medico - serve a tentare di aprire questo canale: è una prova di ascolto. Prima parleranno i ragazzi, che hanno allestito un video e che metteranno a disposizione le loro esperienze, poi la parola passerà alle famiglie presenti e infine proveremo ad aprire un dialogo. Sono state invitate anche le istituzioni cittadine, le scuole e le associazioni. I lavori avverranno secondo una precisa scaletta e la nostra speranza è che la serata si possa chiudere con dei risultati».
Durante la serata verranno resi noti una serie di report, molto crudi. Anticipiamo alcuni dati: il 21 per cento dei giovani maremmani tra i 18 e i 24 anni diventa dipendente dall’alcol. Un approccio che nasce per caso e che si trasforma in assuefazione. Si tratta di un dato che risale al 2013, con un incremento del 6 per cento rispetto agli anni precedenti (2006-2009). A fronte di una popolazione, che non ha un’altissima percentuale di consumatori adulti. Lo studio è stato compiuto attraverso interviste anonime fatte da personale dell’Asl 9 su un campione tra 18 e 69 anni, estratto con metodo casuale dagli elenchi delle anagrafi sanitarie.
Chi decide di partecipare all’evento e fermarsi a cena alla parrocchia della Santa Famiglia può preparare un piatto da offrire agli altri. Dalle 20 inizieranno gli assaggi e il dibattito proseguirà a pancia piena.
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