Il Tirreno

Grosseto

Giovani e alcol, il consumo è in aumento

di Gabriele Baldanzi
Giovani e alcol, il consumo è in aumento

Dai familiari agli enti locali: alla Santa Famiglia dibattito (con cena) per cercare le giuste forme di comunicazione

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GROSSETO. Quattro ore di dibattito (cena compresa), alla parrocchia della Santa Famiglia di Grosseto, per parlare del complicato rapporto tra giovani e alcol. Dalle 17 alle 21 di oggi i medici del centro alcologico territoriale, alcune associazioni di ambito e il gruppo ‘Giovani’ di Arci Gay Grosseto affronteranno questo tema di stringente attualità, «in un momento in cui le generazioni adulte - parole di Giuseppe Corlito, responsabile scientifico del centro di documentazione per gli stili di vita sani di Grosseto - hanno ridotto i loro consumi di alcol, ma proprio i giovani, dai 15 ai 25 anni, li stanno aumentando».

L'iniziativa racconta tutto nel titolo-slogan: "Giovani vs alcol". Ma perché accade? E perché proprio nella nostra città, che ha uno dei tassi più bassi di forti bevitori della Toscana, mentre presenta tra i giovani il tasso più elevato di “binge drinking”? La problematica dello sballo da alcol - cioè dovuto all’assunzione di almeno sei unità standard di bevande alcoliche in 2-3 ore (questa l’unità di misure delle sbornie) – riguarda prima di tutto le famiglie, dove la comunicazione è sempre più difficile.

Secondo il dottor Corlito «non servono messaggi terroristici, che anzi possono avere effetti controproducenti, una sorta di invito al proibito«. A pensarla così è anche il Ministero della Salute, che per una corretta politica di prevenzione dei problemi correlati all’alcol sta cercando il canale giusto della comunicazione. «La nostra iniziativa – prosegue il medico - serve a tentare di aprire questo canale: è una prova di ascolto. Prima parleranno i ragazzi, che hanno allestito un video e che metteranno a disposizione le loro esperienze, poi la parola passerà alle famiglie presenti e infine proveremo ad aprire un dialogo. Sono state invitate anche le istituzioni cittadine, le scuole e le associazioni. I lavori avverranno secondo una precisa scaletta e la nostra speranza è che la serata si possa chiudere con dei risultati».

Durante la serata verranno resi noti una serie di report, molto crudi. Anticipiamo alcuni dati: il 21 per cento dei giovani maremmani tra i 18 e i 24 anni diventa dipendente dall’alcol. Un approccio che nasce per caso e che si trasforma in assuefazione. Si tratta di un dato che risale al 2013, con un incremento del 6 per cento rispetto agli anni precedenti (2006-2009). A fronte di una popolazione, che non ha un’altissima percentuale di consumatori adulti. Lo studio è stato compiuto attraverso interviste anonime fatte da personale dell’Asl 9 su un campione tra 18 e 69 anni, estratto con metodo casuale dagli elenchi delle anagrafi sanitarie.

Chi decide di partecipare all’evento e fermarsi a cena alla parrocchia della Santa Famiglia può preparare un piatto da offrire agli altri. Dalle 20 inizieranno gli assaggi e il dibattito proseguirà a pancia piena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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