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Sant’Antimo, l’addio dei frati e accuse alla Soprintendenza
Padre Dominique conferma l’addio e il trasferimento in Francia entro la fine del 2015 La polemica con l’ente: “Malgrado la nostra pazienza e sforzi anche economici ci troviamo di fronte a muri altissimi”
MONTALCINO. I frati bianchi francesi, che seguono la regola di Sant’Agostino nell’ordine premostratense e sono da 35 anni in stanza nel monastero di Sant’Antimo, se ne andranno davvero. Ogni velo di dubbio e incertezza è fugato.
Lo conferma uno degli stessi monaci, padre Dominique, che ha scritto alcune lettere agli amici per spiegare la situazione. In una di queste lettere si legge: «Carissimi amici, prima che lo venite a sapere da altri volevo dirvi che la nostra comunità di Sant’Antimo si sposta all’abbaye de Saint Michel de Frigolet e questo si farà entro la fine del 2015».
La notizia, dunque, che circolava da giorni è confermata. «Dobbiamo obbedire al volere superiore – dice padre Dominique sicuramente commosso ma deciso a sottolineare l’importanza dell’obbedienza – lo dicono i Vangeli stessi. La separazione è sempre dolorosa, ma fa parte di un percorso di crescita spirituale. Che deve continuare anche senza di noi. E poi gli amici e i parrocchiani – io sono anche parroco di Sant’Angelo – continueranno ad essere amici e noi ci saremo sempre per loro».
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Padre Dominique indica due motivi che hanno provocato questa decisione: perché l’abbaye de Frigolet è premostratense dal 1858 e la situazione della comunità attuale è critica e addirittura sta per chiudere. Per questo l’ordine premostratense ha cercato una comunità per affidare questo patrimonio prima rivolgendosi all’ordine stesso e poi, se non ci fosse stato nessuno disponibile, a monaci di una diversa comunità.
Il secondo punto è che, come accenna padre Dominique, la comunità, che è qui da 20 anni, ha cercato, fino a questo momento, di ampliare e consolidare anche la struttura materiale di Sant’Antimo, ricostruendo chiostro e abitazione, ma «malgrado la nostra pazienza e sforzi anche economici ci troviamo di fronte a muri altissimi della Sovrintendenza».
Padre Dominique aggiunge anche che «c’è stato un incontro in parrocchia, dove si è parlato di questa partenza di noi monaci ed è stato detto che è con grande rammarico che lasciamo ciò che abbiamo costruito per 36 anni, dal primo arrivo di padre Andrea. Si sa ciò che si lascia e non si sa ciò che troveremo».
Ma cosa succederà a Sant’Antimo? «Ancora non sappiamo nulla – continua padre Dominique – ma sappiamo che la curia non lascerà sicuramente sguarnita Sant’Antimo, anche se finora non è stato riferito nulla di preciso».
Ma senza i monaci bianchi non sarà la stessa cosa. Tutta la comunità di fedeli lo pensa e lo scrive anche su Facebook a cui moltissimi hanno lasciato commenti di sgomento e dispiacere. Charlotte Horton proprietaria del castello di Potentino (Seggiano) che fra le prime ha lanciato un appello perché i frati premostratensi restassero, così commenta: «Un grandissimo dispiacere. Li sentivamo come ormai appartenenti alla Val d’Orcia e all’Amiata. Li ricordo quando vennero a benedire il castello appena ne diventammo proprietari e li frequentavamo anche quando ci trovavamo al castello di Montepo. Una grande perdita per tutti noi e per l’Amiata e la val d’Orcia». Ma Padre Dominique incalza: «Spero rimarrà la nostra presenza spirituale, come dicevo sempre a mio padre quando da Sant’Antimo tornavo a trovarlo in Normandia. È un momento doloroso per tutti, anche per noi. Ma non possiamo e non vogliamo sottrarci al volere di Dio».
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