Il Tirreno

Grosseto

Parenti serpenti: sciabolate in casa pd

di Alfredo Faetti
Parenti serpenti: sciabolate in casa pd

Su Facebook Bellumori attacca la capolista Culicchi per un mancato invito. E Galli si unisce al collega sindaco di Capalbio

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GROSSETO. I mal di pancia del Pd maremmano vengono fuori sul più bello, a pochi giorni dalle urne. È bastata una visita a Capalbio e un mancato invito per far salire la tensione, all’apparenza tutta social, tra i democratici, con due protagonisti assoluti: il sindaco Luigi Bellumori e la capolista per il consiglio regionale Valentina Culicchi, con il primo che accusa la seconda di aver organizzato un’iniziativa pubblica nel suo comune senza avvisarlo.

«Mi avrebbe fatto piacere partecipare – scrive il sindaco sul profilo Facebook della candidata - Perché se il rapporto con le istituzioni è questo ora immagino se sarai eletta». Una vena polemica tutt’altro che celata, in cui si annidano anche dei retroscena che da tempo – possiamo dire a questo punto – agitano il partito dal congresso. Il pentolone è stato scoperchiato in un bar della Piccola Atene, dove Culicchi è stata invitata da un gruppo di sostenitori Pd ad un incontro, allestito con tutti i vessilli democratici del caso. La candidata, che fa parte anche dell’assemblea nazionale del partito, non ha fatto mancare la sua presenza, senza però avvertire il sindaco padrone di casa (esponente Pd), che quando lo è venuto a sapere non l’ha presa proprio bene. «Come capolista ha l’onere di portare la bandiera del partito, di essere un punto di riferimento – dice Bellumori – Penso sia stato irrispettoso per le istituzioni». Così ha provato a telefonare a Culicchi e quando non ha ricevuto risposta si è sfogato via Facebook, trovandosi in compagnia. Infatti, alle parole del capalbiese si sono aggiunte ben presto quelle di Marco Galli, altro sindaco (di Manciano) e altro esponente Pd. E lo spartito non cambia. «La stessa cosa è successa a me – racconta - tre passaggi tra cene e incontri a Manciano e io non ho saputo niente: né io né il segretario del partito. Forse abbiamo la colpa di appoggiare Marras e Pinzuti: meno male che siamo democratici». Dal canto suo, Culicchi preferisce non commentare: né sul social né quando la raggiungiamo al telefono: affronterà la questione a voce con i diretti interessati. Oggi comunque sarà a Follonica, a parlare tra le altre cose dell’inceneritore di Scarlino (altro capitolo dolente in casa Pd).

Ma i due sindaci allargano lo scenario. Galli sostiene che «la cosa grave è che ad oggi siamo due sindaci del Pd e a quanto pare parte del partito non ci riconosce o ci reputa scomodi»; mentre Bellumori «risulta», scrive, «che la Culicchi sia capolista per le bizze di qualcuno». Non solo, ma parla anche di «logiche dei pesi e contrappesi grossetani hanno inteso sbarrare la strada a Marras quale capolista». Che i due siano sostenitori della candidatura dell’ex presidente della Provincia non è un mistero (Bellumori lo definisce «l’espressione naturale di tutto il territorio»), ma stando anche da quel che trapela dai membri del partito di altre zone della Maremma, queste «correnti» sono il frutto delle divergenze nate al congresso e mai sanate, concentrate oggi non solo alla corsa per le regionali, ma anche a tirare le fila in vista del grande appuntamento del 2016: le elezioni a Grosseto. «Ma qui rischiamo grosso, perché c’è per la Maremma c’è un solo posto nel prossimo consiglio regionale» continua Bellumori, preoccupato dal fatto che il Rossi-bis, nel sud maremmano, non è visto proprio di buon occhio e che tra astensione e voto disgiunto, alla fine questi mal di pancia possano giocare un brutto scherzo al Pd.

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