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i legali di chiara canali e mario salvatori

«Due sassi e una stella marina non possono essere corruzione»

«Due sassi e una stella marina non possono essere corruzione»

MONTE ARGENTARIO. Sono finiti nei guai per due sassi e una stella marina. Oggetti di valore infinitesimale, al massimo 20-30 euro come stabilito da un perito. Sono finiti nei guai in due: il...

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MONTE ARGENTARIO. Sono finiti nei guai per due sassi e una stella marina. Oggetti di valore infinitesimale, al massimo 20-30 euro come stabilito da un perito. Sono finiti nei guai in due: il funzionario comunale Chiara Canali e il semplice cittadino Mario Salvatori. Quest'ultimo accusato di aver ricompensato con quegli oggetti un pubblico ufficiale: corruzione propria, per atti contrari ai doveri di ufficio. Lui con una richiesta di 10 mesi e 20 giorni, lei con una richiesta di 2 anni e 2 mesi.

Francesco Gulina, difensore di Canali addetta alle pratiche di condono, cerca di mettere le cose in chiaro su quella sanzione paesaggistica da 3.098 euro prima e da 2.063 dopo: «Canali aveva fatto un errore, perché aveva considerato la tabella 1 e non la tabella 4. Ma non ha fatto alcun atto contrario ai doveri di ufficio. Canali ha forse sbagliato a non annullare quella da 3.000 euro ma è un errore formale, penalmente non rilevante». E perché accettare quelle “utilità”? «Io non sono mai stato a casa del dottor Pizza – fa osservare Gulina – ma credo che oggetti come quelli portati da Salvatori sarebbero stati da lui destinati prima al garage e poi al secchio della spazzatura». E se la Canali e la collega dattilografa dicono «bellini» (si sente nelle intercettazioni ambientali) accettando quegli oggetti che invece forse non piacciono, è solo per «motivi di cortesia». Impossibile poi, per il difensore, chiedere come fa il Comune di Monte Argentario parte civile un risarcimento di 13mila euro: «La differenza tra le due sanzioni è di mille euro...».

Ma perché Salvatori si era presentato in Comune, tra il luglio e l'agosto 2007? E soprattutto perché aveva consegnato i “regali”? Lo spiega il suo difensore, l'avvocato Maria Giovanna Nannetti: «Voleva ricompensare Canali come riconoscimento per essere stato ascoltato in un ufficio pubblico, pratica evidentemente non usuale all'Argentario. Era venuto a chiedere informazioni. Aveva saputo in paese che se uno è residente, e sua moglie lo è, poteva avere riduzione della sanzione. Era andato a chiedere, senza alcuna pretesa». Canali non aveva alcuna a che vedere con la pratica, aggiunge il legale, Salvatori avrebbe dovuto rivolgersi a Donati.(p.s.)

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