Il Tirreno

Grosseto

al supermercato

Trovate confezioni di pasta avariata

Pierluigi Sposato
Carabinieri in servizio (foto di archivio)
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Carabinieri in servizio (foto di archivio)

L’indagine è doppia: dopo la denuncia di un’acquirente mobilitati carabinieri e Asl

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GROSSETO. Delle indagini si stanno occupando la Asl e i carabinieri. I primi dopo aver ricevuto una denuncia orale e aver preso il numero del lotto di fabbricazione. I secondi dopo che al comando è stata formalizzata una querela e sono state lasciate in consegna le confezioni.

Saranno loro e gli organismi sanitari presenti sul territorio a far luce sulle cause che hanno determinato la decomposizione della pasta asciutta, andata a male con le buste ancora chiuse e con data di scadenza lontana, 2016 e 2017. Confezioni acquistate in un punto vendita cittadino. A presentare denuncia è stata Adelfia Franchi, Ady per tutti, che giorni fa ha sentito un cattivo odore da un punto imprecisato della casa. Fatte le dovute ricerche, ha avuto la brutta sorpresa aprendo lo stipetto della dispensa della cucina: «Erano due buste di penne, ancora non aperte, ciascuna da mezzo chilo - dice ancora indignata - Dentro c'era una poltiglia di colore marrone, molliccia al tatto. Era tutto chiuso ma l'odore che arrivava al di fuori era comunque vomitevole».

L'indomani - la scoperta è della sera - Ady si è rivolta alla Asl 9: è andata a Villa Pizzetti, con le buste al seguito, si è fatta identificare e ha raccontato quello che le era accaduto. «Hanno preso il numero del lotto ma non le confezioni». Poi le è stato detto di rivolgersi alle forze dell'ordine. Quella più naturale sarebbero stati i Nas, ma il comando più vicino è a Livorno. Così è andata al comando carabinieri di piazza Lamarmora, dove un maresciallo ha raccolto il suo racconto e ha poi preso in consegna 4 pacchi di penne lisce (scadenza 2016), due dei quali non manifestamente avariati ma verosimilmente acquistati nella stessa occasione, e un'altra di farfalle (scadenza 2017) quest'ultima in condizioni ancora peggiori, se possibile. Nella denuncia Ady non solo ha indicato il negozio in cui le confezioni sono state acquistate ma ha anche specificato di aver preparato dei piatti con quello stesso tipo di stessa pasta al figlio e alla nipote di tre anni. Da queste circostanze, cioè dalla data della visita del figlio che abita fuori Grosseto, Ady ha ricostruito il possibile giorno di vendita: «Ma non ho più lo scontrino, chiaramente: sono passate diverse settimane, forse più di un mese». Nessuna conseguenza per la salute? «Nessuno si è sentito male, per fortuna», dice Ady. Che afferma di essere tornata al punto vendita e di aver visto che quelle penne sono ancora in vendita ma che è cambiato lo stabilimento. «Ho conservato la pasta come fanno tutti, nella credenza. Non è ammissibile che addirittura per confezioni in scadenza tra due anni ci siano anomalie di questo genere. E' un rischio per la salute di tutti».

 

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