Il Tirreno

Grosseto

Sorteggio e massimo ribasso «Lesi i diritti delle ditte edili»

di Francesca Ferri
Sorteggio e massimo ribasso «Lesi i diritti delle ditte edili»

Federconsumatori punta il dito sul sistema degli appalti e sulla piattaforma Start Monaci (Lavori pubblici): «Lo Stato vuole così, ma stiamo incontrando i costruttori»

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GROSSETO. I criteri di affidamento delle gare pubbliche finiscono nel mirino di Federconsumatori Grosseto che prende spunto da uno degli ultimi appalti affidati nel capoluogo, quello per demolire l’ex ospedale, per una riflessione a cui chiama tutti i candidati alle regionali. Il nodo è la difficoltà che sta attraversando il settore edilizio e che nel Grossetano, secondo dati Ance, di tutte le ditte di costruzioni medio alte ne ha lasciate sul campo solo tre, con ripercussioni sull’occupazione.

«A fronte di questo ci lascia perplessi apprendere che i lavori di demolizione del vecchio ospedale sono stati affidati, dopo regolare gara, a una ditta che ha la sua sede a 250 chilometri da Grosseto con un ribasso del 43 per cento», dice Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori. Che sulla gara non ha nulla da eccepire, ma sul principio, anzi sulle regole alla base, sì.

Nel mirino c’è il criterio del massimo ribasso: vince l’appalto chi promette di fare i lavori al minor prezzo. «Un criterio apprezzato dai consumatori – dice De Martis – sempre che non finisca per produrre effetti dannosi superiori ai benefici attesi». Aumenti in corso d’opera o lavori in subappalto a ditte meno affidabili sono sempre dietro l’angolo, per non parlare delle fideiussioni che aumentano in proporzione al ribasso. Secondo De Martis «per un ente pubblico oltre alla preoccupazione del risparmio ci dovrebbe essere quella di non strangolare il sistema imprenditoriale che contribuisce al benessere sociale».

Figurarsi come ha reagito Federconsumatori di fronte al meccanismo del sorteggio usato in alcuni casi dalla piattaforma Start della Toscana per selezionare le ditte. «La fortuna – dice con amarezza De Martis – finisce per essere la principale dote che una ditta deve avere». Proprio questo sarebbe, spiega De Martis, il motivo per cui molte ditte locali gettano la spugna sugli appalti pubblici. «Massimo ribasso e sorteggio ledono il diritto di molte sane realtà economiche a fare impresa. Vorrei sapere che ne pensano i candidati alle regionali», dice De Martis.

E mentre il parlamento lavora a un disegno di legge di riforma degli appalti, in provincia i costruttori stanno incontrando i Comuni. «Le procedure di affidamento sono un atto amministrativo completamente in mano alla struttura – spiega l’assessore comunale ai Lavori pubblici Giuseppe Monaci – cioè non decide il Comune ma il Codice degli appalti. E il sistema Start garantisce massima trasparenza».

L’assessore spiega che ultimamente il Comune ha affidato tre gare col sistema del sorteggio di Start, «un sistema che lo Stato vuole così». Quanto al massimo ribasso, «nel dubbio è previsto il controllo dei requisiti. Detto questo, le associazioni ci stanno rappresentando la grave frustrazione di partecipare a un sistema in cui si è estratti a sorte. Abbiamo visto i costruttori stamani (ieri) e ci rivediamo il 9 giugno per esaminare questa complessa normativa. Gli incontri servono a capire se la legge permette o no un margine di manovra. Il nostro auspicio è che, nel rispetto rigoroso delle norme, si guardi con occhio attento a favorire la piccola e media impresa, tenendo conto della situazione terribile in cui viviamo».

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