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Grosseto

RIFONDAZIONE

«Per l’ippodromo rinunciare alla prescrizione»

FOLLONICA. I vertici comunali del Pd rinuncino alla prescrizione nel processo sull'ippodromo. Qualche giorno fa è iniziato il dibattimento di fronte ai giudici sulla probabile immissione nel mercato...

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FOLLONICA. I vertici comunali del Pd rinuncino alla prescrizione nel processo sull'ippodromo. Qualche giorno fa è iniziato il dibattimento di fronte ai giudici sulla probabile immissione nel mercato delle foresterie della struttura ippica inaugurata nel 2009 alle porte di Follonica: le 167 casette interne all'impianto sono sotto sequestro a causa appunto di un procedimento che vede sul banco degli imputati ben 61 persone, tra cui consiglieri, assessori e sindaci delle ultime tre amministrazioni del Golfo.

Torna quindi in auge una delle vicende più complicate e discusse degli ultimi anni, quella appunto relativa alla realizzazione del nuovo ippodromo dei Pini. E chi già nel 2006 aveva avuto qualcosa da contestare sull'operazione, contestazione che provocò l'uscita dalla giunta dell'ex sindaco Claudio Saragosa di due esponenti del partito in questione, oggi non manca di dire la sua visione dei fatti. Si tratta di Rifondazione comunista: gli assessori cacciati dal governo nove anni fa furono Paolo Gianardi e Fabio Elmini, che tra l'altro, come sottolineano dallo schieramento, sono tra i pochi non coinvolti nel maxi processo sulle foresterie.

«Rifondazione, i suoi assessori e consiglieri comunali furono allora accusati di non avere cultura di governo né attaccamento alle istituzioni – spiegano dal circolo follonichese – Politicamente va registrato il fatto che tutte le testimonianze, portate in dibattimento dall'accusa e che hanno illustrato i particolari delle violazioni di norme di cui i sindaci e i vertici del Pd locale erano certamente consapevoli, non sono state in nessun modo contrastate dai tanti avvocati della difesa, facendoci ipotizzare che la stessa punti alla prescrizione dei reati commessi. Se ciò fosse vero, verrebbe a mancare ogni cultura di governo e attaccamento alle istituzioni. È dunque anche in nome di questi stessi criteri che oggi chiediamo ai sindaci e vertici del Pd imputati nel processo di rinunciare ora pubblicamente alla prescrizione dei reati per i quali dovessero eventualmente essere condannati».(p.v.)

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