Il Tirreno

Grosseto

L’ostacolo principale è il mantenimento

L’ostacolo principale è il mantenimento

Una storia simbolo sull’assegno, causa di ripicche anche quando il giudice ha messo la parola fine

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GROSSETO. Ci sono divorzi che non finiscono mai. Anche se il giudice ha messo l'ultima parola sulla fine di una storia, i colpi di coda sono sempre in agguato: «Si chiamano assegni di mantenimento» dice uno degli avvocati grossetani con più anzianità di servizio, in piedi nell'agorà del palazzo del Tribunale tra la folla di legali che si forma ogni settimana davanti al giudice delle esecuzioni. Perché la cifra può essere sempre aggiornabile e ci sono casi di aggiornamenti chiesti con un insistenza.

Il capannello di avvocati si forma e si disfa, parlando dell'argomento divorzio breve ieri all'ordine del giorno a causa dell'entrata in vigore della nuova legge vengono fuori storie di anni fa, di tantissimi anni fa. Proprio quella del mantenimento è una vicenda che ha tenuto aperto a lungo un contenzioso tra un professionista grossetano e la moglie casalinga. Nessun nome, solo il peccato. Matrimonio, tradimento di lei (tra l'altro dopo pochissimo tempo), separazione: si parla di tempi in cui ancora la legge sul divorzio non era entrata in vigore, molto più di quaranta anni fa. Poi il divorzio era diventato una realtà anche per loro, con tanto di ratifica del giudice: ma lei aveva continuato a tenere d'occhio la busta paga di lui. E ogni poco aveva aumentato la richiesta, in linea con gli emolumenti di lui. Una battaglia che aveva coinvolto naturalmente anche gli avvocati delle parti: solo la morte di uno dei due ex coniugi ha messo fine a quel contenzioso diventato inevitabilmente proverbiale al Tribunale di Grosseto.

Il mantenimento, dunque; la richiesta di denaro, per sé o per i figli, se ci sono. E poi - e gli avvocati non lo nascondono - dispetti e ripicche tra gli ex coniugi costellano anche quella che sembra la più facile delle cause di separazione o di divorzio. «Da quando le donne sono entrate con maggior peso numerico nel mondo del lavoro - aggiungono i legali - hanno conquistato anche una certa indipendenza economica. Ma prima…». Il giudice è obbligato a tentare di far tornare i coniugi sui propri passi: «Sì, ci provano. Certo che ci provano, anche a Grosseto. Ma ormai quando siamo lì davanti a lui il grosso è stato fatto dagli avvocati, che hanno già provato di tutto». E c'è chi ricorda, anche con un pizzico di soddisfazione, di essere riuscito a far riconciliare marito e moglie grossetani nel proprio studio. E comunque lasciarsi costa: «Ah io lo dico sempre: il divorzio è una cosa da ricchi!», aggiunge un avvocato. E poi anche gli avvocati ci guadagnano, magari: «Ma quanto può chiedere uno di noi in casi come questi? Quando ti trovi di fronte a una busta paga da 1.500 euro e hai un cliente che deve mantenere due famiglie e pagare bollette doppie: quanto mai possiamo chiedere?». (p.s.)

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