Attenzione
Spese ridotte al minimo per l’outsider Rustici
GROSSETO. Duecentoventi euro di budget per fare un mese di campagna elettorale. Il candidato Pd alternativo a Leonardo Marras – Francesco Rustici, 29 anni, dottorando alla Normale di Pisa – ha...
GROSSETO. Duecentoventi euro di budget per fare un mese di campagna elettorale. Il candidato Pd alternativo a Leonardo Marras – Francesco Rustici, 29 anni, dottorando alla Normale di Pisa – ha scelto strade diverse per farsi conoscere. Viaggia per Grosseto e provincia a bordo di un vespone PX anni 80, seguito spesso da 3-4 amici, tra cui Federico Badini e Marco di Giacopo, cioè l’ “impagabile” gruppo dirigente dei Giovani Democratici. I soldi servono per fare benzina alla Vespa, ma è avanzato qualcosa anche per i ‘santini’. Molto critico verso la conduzione del partito a livello grossetano e provinciale, Rustici si rivolge alla sua generazione, propone sconti per gli studenti, più ecologia. Insomma ricette semplici e l’idea che la politica dovrebbero poterla fare tutti: in un momento come questo - dice - spendere soldi per la pubblicità ci sembra un’offesa nei confronti delle persone. “Purtroppo – aggiunge - una cosa spiacevole dei tempi e dei modi delle campagne elettorali è che si è costretti a tagliare con l’accetta un organismo complesso come un territorio, una comunità, per produrre etichette facilmente veicolabili. Ci piacerebbe riuscire a far passare l’idea che ogni tema è intrecciato agli altri e che per cambiare anche una sola cosa si deve tenere in considerazione tutto l’insieme. E allora servono scelte politiche più decise per ridare dignità al lavoro di agricoltori e allevatori; provvedimenti per aiutare chi abita nei borghi, nei paesi della provincia, chi li rende vivi, perché non siano cittadini di serie B; per le imprese chiedo una semplificazione del sistema amministrativo, facilitazioni per l’accesso al credito e una formazione continua”. Rustici chiede infine aiuti concreti per le partite Iva, in termini di competitività e sgravi fiscali, e più investimenti sulla formazione, nei binomi scuola-lavoro e università-territorio, ma soprattutto parla di turismo. “Siamo la terz’ultima provincia d’Italia per addetti e imprese digitali. Tutti vogliono fare sistema, ma nessuno lo fa, e questo vale per turismo, agroalimentare e pmi. Credo debba essere creato un incubatore per il turismo, per mettere insieme operatori che si confrontino e sperimentino idee e sistemi nuovi. Penso a qualcosa che faciliti l’accesso dei beni e dei servizi e che permetta ai professionisti di accedere a dati e studi. Quindi uno spazio che sia coworking, sulla scia del progetto Start-up house promosso dalla Regione, che dobbiamo portare avanti e rafforzare. Infine, pensando ai molteplici turismi di settore, da quello sportivo a quello ambientale, serve una Regione amica che permetta agli operatori di considerare il territorio come una risorsa e non come un vincolo.
Gabriele Baldanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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