La manifestazione
Sindaci contro Ato e Sei «Anche il nord si unisca»
Il forum Ambientalista sposa la campagna dei Comuni dell’area sud Mancano Follonica e Grosseto che potrebbero avere un peso decisivo
GROSSETO. Il Forum Ambientalista sposa la battaglia degli otto Comuni dell’area sud contro l’Ato e Sei. Uno scontro accentuato dal tavolo organizzato venerdì pomeriggio a Orbetello, in cui i sindaci di Manciano, Pitigliano, Sorano, Capalbio, Isola del Giglio e così via si sono scagliati contro il gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, reo di aver aumentato notevolmente i prezzi a fronte di un servizio che nei migliori dei casi, dicono, è uguale, negli altri è peggiorato. «I sindaci hanno ragione a denunciare la scarsa trasparenza dei conti della nuova gestione centralizzata e sottratta al controllo dei consigli comunali, che sono però chiamati a ratificare i costi del servizio senza avere la dimostrazione contabile dei costi» dice il leader del Forum Roberto Barocci. Ma l’intenzione dell’ambientalista non è solo quella di sposare la causa sud, ma di smuovere le altre. Soprattutto a Grosseto e Follonica, le due città più popolose. «Gli amministratori devono uscire dal loro silenzio complice – continua – devono iniziare a quantificare e portare in detrazione nel piano finanziario annuo le entrate derivanti dalla vendita delle materie prime raccolte in modo differenziato (porta a porta e simili), i cui ricavi vanno a detrazione delle tariffe calcolate per i cittadini che collaborano». Tradotto: chi pratica la raccolta differenziata va incontro ad agevolazione in bolletta, come prevedono i regolamenti. Solo che in Maremma ci sono dei casi anomali rispetto al resto della Toscana. L’esempio eclatante è Grosseto. Qua infatti «risulta che il corrispettivo della valorizzazione, assegnato dai Comuni a soggetti privati che ricevano dagli enti i rifiuti differenziati – continua Barocci - ammonterebbe addirittura al doppio dei ricavi e contributi ricevuti dalle industrie che comprano queste materie». Ci sono i numeri a raccontare questa realtà: il Comune di Grosseto spende ogni anno un totale di 1.085.000 euro per la valorizzazione e incassa 484.000 euro di contributi. Ossia: si spende più per portare i rifiuti differenziati negli impianti idonei rispetto a quanto s’incassa d’incentivi. Un meccanismo che dovrebbe (esattamente come si registra in altre province italiane) il contrario. «È proprio un sistema sbagliato che riguarda tutta la provincia – continua Barocci – Il che non corrisponde ai dati della contabilità normalizzata che producono altri Comuni in Toscana e altrove, per il trasporto alle industrie delle materie prime separate». Da cui l’appello alle amministrazioni di Grosseto e Follonica, «le città più popolose della provincia che potrebbero avere un ruolo decisivo», ad unirsi alla battaglia della zona sud.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
