Proteste
Il Comune rivuole il suo podere
Il terreno deve essere venduto ma gli agricoltori non lo lasciano
MASSA MARITTIMA. È una trattativa che si trascina da diversi anni senza mai riuscire a decollare davvero. Nel mezzo ci sono stati pronunciamenti del giudice e tentativi di mediazione, ma gli agricoltori non intendono cedere quei terreni su cui lavorano da anni e che oggi il Comune vorrebbe vendere. Il punto è che quell’area è di proprietà comunale, ma per lungo tempo è stata lasciata in mano ai privati sulla base di una regolare convenzione. I problemi sono nati quando questa è scaduta e nessuno ha voluto fare un passo indietro.
È il febbraio del 2005: siamo nella zona del podere Poggio al Mugnaio, Massa Marittima, dove sono presenti diversi terreni a uso agricolo o d’allevamento. Per anni, sono stati dati in concessione a degli agricoltori della zona, ma arrivati a questo punto la convenzione è scaduta e il Comune non intende rinnovarla. Nei piani dell’allora amministrazione infatti c’era l’alienazione. Ma gli agricoltori non hanno voluto lasciare l’area, dando vita a una diatriba che dura tutt’oggi. Nel 2006 arriva anche la diffida ufficiale dal municipio e l’anno dopo l’azione legale, che si concluderà nel 2009 con il giudice che respinge il ricorso del Comune in quanto i privati riescono a dimostrare di aver posseduto i terreni da prima del 2008, presentazione del ricorso stesso. Vogliono far valere il diritto di usucapione. L’amministrazione però non demorde e anzi, prova ad andargli incontro, trovando un’altra area lì vicino da potergli affidare, sempre sulla base di una convenzione. Gli agricoltori però non risponderanno mai a questa proposta e allora il Comune torna alla carica nel 2013, chiedendo al Tar il rilascio della terra. La sentenza arriva a metà dello scorso aprile, ordinando ai privati di sgomberare. Un passaggio però che ancora manca ma su cui l’amministrazione va avanti, incaricando un legale di fare tutto il necessario per ottenere i terreni in questione, così da poterli mettere all’asta.
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