Il Tirreno

Grosseto

Gessi Tioxide, primi ok alla bozza di accordo

di Paola Villani
Gessi Tioxide, primi ok alla bozza di accordo

Il centrosinistra follonichese sottolinea gli aspetti innovativi dell’intesa e chiede di accelerare il processo per trovare nuovi siti di stoccaggio

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FOLLONICA. Gessi rossi: controlli più rigidi, più denaro per le amministrazioni e ricerca di altri siti per lo stoccaggio. Nuovo accordo di programma tra i Comuni di Follonica, Scarlino e Gavorrano, e l'azienda scarlinese Tioxide sulla cava di Montioni dove oramai da anni vengono portati gli scarti finali del ciclo di produzione dell'industria in base ad un piano di riqualificazione dei vecchi scavi di quarzite.

E' sicuramente uno dei temi caldi degli ultimi tempi: adesso saranno i consigli comunali dei tre comuni interessati a dire la loro sui nuovi parametri di accordo proposti dai governi locali rispetto alla gestione di quel fazzoletto di terra racchiuso nella riserva naturale di Montioni. Intanto un consenso è arrivato dagli schieramenti di centrosinistra che appoggiano l'amministrazione del Golfo, e giudicano positivamente le clausole inserite nella bozza dell'atto. «Si tiene conto dell’ordinanza del Comune per il ripristino delle fuoriuscite delle acque inquinanti dalla vasca, con la costruzione di un impianto di depurazione – spiega Rolando Stella, coordinatore dei partiti della coalizione – La Tioxide si impegna ad attivarsi per l'individuazione di altri siti (entro 3 anni) oltre a Montioni; a ricercare possibili soluzioni per la riduzione dei gessi e infine a garantire gli attuali livelli occupazionali, con possibili incrementi in base al mercato». Non solo, l'azienda in base all'accordo deve corrispondere un incremento consistente di risorse (il 250 % ) da 0,24 a 0,60 euro per tonnellata di gessi prodotti (circa 400.000 all'anno), di cui il 75% in favore del Comune di Follonica e il 25% per Scarlino, risorse che dovranno poi essere utilizzate per riqualificare il Parco di Montioni e pagare i costi della sua gestione. Nell'atto poi Follonica viene riconosciuto come ente capofila nella gestione delle Bandite di Scarlino e vengono previsti dei controlli pubblici di Arpat calendarizzati, verifiche che potranno essere svolte anche su richiesta delle singole amministrazion.

«Nell'accordo si prevede inoltre la nomina di un tecnico collaudatore, una fideiussione a carico della Provincia e norme di salvaguardia a tutela di possibili contenziosi – spiega ancora Stella – Riteniamo sia importante segnalare che se questo importante obiettivo è stato raggiunto lo si deve all’azione sinergica tra Comuni, Regione e forze politiche di maggioranza che deve essere sviluppata per trovare soluzioni condivise nella ricerca di nuovi siti dello stoccaggio dei gessi e rappresentare un'unità di intenti per lo sviluppo di tutto il territorio delle Colline Metallifere e della Val di Cornia».

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